Ray Kurzweil e la singolarità che si avvicina sempre di più
Ritratti: i grandi innovatori del passato, presente e futuro.

The | Edge omaggia le storie di grandiosi personaggi, pionieri e pioniere dell’innovazione, che attraverso la diffusione del loro sapere e delle loro scoperte in ambito scientifico e tecnologico, hanno contribuito e contribuiranno a rivoluzionare l’umanità.

Inganni geniali: quando la frode stimola il progresso

The | Edge indaga le storie di truffe e raggiri del passato.
Vicende ambigue e protagonisti controversi che hanno stimolato soluzioni brillanti, ispirato scoperte e spinto il mondo verso nuove direzioni. Perché anche l’errore – o l’inganno – può lasciare un’impronta sul cammino dell’innovazione.

Ray Kurzweil e la singolarità che si avvicina sempre di più

Futurologo, autore, inventore, informatico, businessman: nel corso degli ultimi decenni Ray Kurzweil si è affermato come uno delle figure più in vista nel campo delle nuove tecnologie e dell’intelligenza artificiale grazie alle sue imprese commerciali e alle sue previsioni sul futuro della tecnologia. Una posizione costruita nel tempo che oggi gli ha fatto guadagnare il ruolo, più unico che raro, di “AI Visionary” per conto di Google.

Ray Kurzweil e la singolarità che si avvicina sempre di più

Previsioni e Nuove Pubblicazioni

Nel suo libro “La singolarità è vicina” (The Singolarity is Near), uscito nel 2005, Kurzweil ipotizzava che entro il 2029 i computer avrebbero raggiunto un livello di intelligenza paragonabile a quella umana, e che entro il 2045 avremmo superato la cosiddetta “Singolarità”, un punto di non ritorno nel processo di ibridazione fra gli uomini e le macchine.

Nonostante altre precedenti previsioni di Ray Kurzweil non abbiano centrato sempre il segno (come l’ipotesi che entro il 2009 avremmo usato sempre e solo il riconoscimento vocale per comporre testi al computer) e molti critici di alto profilo ne abbiano evidenziato le molte inconsistenze, le idee del visionario americano raccolgono da tempo schiere di fedelissimi pronte a difenderle.

Le previsioni sulla singolarità del 2005, in particolare, hanno attecchito e si sono diffuse a macchia d’olio soprattutto tra una largo gruppo di tecno-ottimisti rinvigoriti dagli ultimi quindici anni di crescita esponenziale delle aziende tecnologiche.

Da bravo conoscitore del business dei media, Kurzweil ha saputo approfittare della recente esplosione dell’Intelligenza Artificiale generativa per rilanciare le sue previsioni sulla singolarità con un sequel del suo libro del 2005. In “La singolarità è ancora più vicina” (The Sigularity is Nearer), uscito proprio quest’anno, l’autore e futurista riprende le teorie del primo volume e rincara la dose.

La previsione del raggiungimento di un livello di ragionamento nelle macchine paragonabile a quello umano rimane fissata per il 2029, quando un computer sarà senz’altro capace di imitare e impersonare un umano in maniera impeccabile, secondo le tesi del libro.

Il Futuro della Singolarità secondo Ray Kurzweil le Sfide Etiche

Le vere previsioni al limite della fantascienza riguardano però il decennio successivo. Nel corso dei 2030 vedremo enormi passi in avanti nell’ambito della stampa 3D e dell’uso delle rinnovabili che – tenetevi forte – renderanno pressoché a costo zero la produzione della maggior parte dei beni di consumo.

Ciò che cambierà tutto, però, e ci porterà alla tanto decantata singolarità dell’incrocio tra uomo e macchina, saranno i nanorobot che tutti, volenti o nolenti, finiremo per iniettarci nel sangue.
Secondo Kurzweil, questa nuova forma di microcomputer potranno agire da interfaccia tra il nostro cervello e il cloud, aumentando così le capacità della nostra mente e del nostro corpo a livelli ancora inimmaginabili, abilitando proiezioni sensoriali che faranno sembrare la realtà virtuale un gioco da luna park.

Entro il 2040, sostiene ancora il libro, i nanorobot saranno già utilizzati a scopi medici, e si potrà fare l’upload del cervello umano su un server esterno. Il tutto condito dalla possibilità di modificare e potenziare il nostro corpo a piacimento, con lo scopo di vivere potenzialmente all’infinito: secondo Kurzweil, infatti, il primo essere umano che vivrà fino a 1000 anni è già nato.

Questa sarà dunque la forma della singolarità: un universo che, immaginato come evoluzione delle strutture sociali di oggi, sembra potersi configurare solo ed esclusivamente come un’angosciante distopia.

Conclusioni

Quello che infatti Kurzweil non si premura di spiegare per giustificare il suo immarcescibile tecno-ottimismo è come la tecnologia, oggi e nei prossimi anni, possa aiutarci non ad accentrare ancora di più potere e controllo economico – come avvenuto negli ultimi 20 anni – ma a rendere il mondo un posto più equo, sostenibile e vivibile per tutti.
“Se riusciremo a superare le sfide scientifiche, sociali, etiche e politiche poste da questi progressi”, scrive l’autore, sbrigando frettolosamente la pratica, “trasformeremo la vita sulla Terra per il meglio in maniera profondissima”.
Un semplice “se” in cui si annidano interi trattati di sociopolitica è un po’ poco come spiegazione, soprattutto per un visionario, futurologo e grande disseminatore di audaci previsioni come Ray Kurzweil.

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