
Quanto è distante il futuro?
Chi non ha mai sognato, almeno una volta, di fermare il tempo? O di vivere abbastanza a lungo da vedere le tecnologie del futuro? Una startup tedesca, Tomorrow.Bio, promette qualcosa di molto simile: la possibilità di “congelare” il proprio corpo dopo la morte, in attesa di tempi migliori in cui la medicina sarà capace di riportarci in vita. Si tratta di una speranza concreta o solo di fantascienza ben confezionata?
Come funziona la crionica secondo Tomorrow.Bio
Tomorrow.Bio è una giovane azienda con sede a Berlino che offre un servizio particolare: crioconservare il corpo di una persona subito dopo la sua morte legale. Il processo, che costa circa 200.000 dollari, consiste nel raffreddare il corpo a temperature estremamente basse e conservarlo in attesa che un giorno la tecnologia medica possa curare le malattie oggi incurabili e rendere possibile la rianimazione. Il procedimento inizia non appena un medico certifica la morte. Un’ambulanza speciale si occupa di avviare il raffreddamento e l’infusione di fluidi crioprotettivi, sostanze che impediscono la formazione di cristalli di ghiaccio che danneggerebbero i tessuti. Dopo una prima fase di raffreddamento rapido fino a -125°C, la temperatura viene abbassata lentamente fino a -196°C. A quel punto, il corpo viene trasportato in una struttura in Svizzera, dove resterà in attesa. Nonostante la spettacolarità del progetto, va detto che nessuno è mai stato riportato in vita dopo la crioconservazione. Tuttavia, oltre 700 persone si sono già iscritte al programma, nella speranza che un giorno questa tecnica possa davvero funzionare.
Tra scienza e fantascienza: i dubbi degli esperti
La comunità scientifica è piuttosto scettica nei confronti della crionica. Secondo molti ricercatori, non esistono prove che un corpo umano, una volta congelato, possa essere risvegliato senza gravi danni cerebrali. Le cellule iniziano a deteriorarsi subito dopo la morte e, anche se il corpo viene rapidamente raffreddato, non è detto che i danni possano essere invertiti. Alcuni esperimenti su animali danno però segnali positivi. Ad esempio, reni di ratto sono stati crioconservati e poi trapiantati con successo, e un piccolo verme (C. elegans) è sopravvissuto alla crioconservazione. Ma questi casi non bastano a confermare che lo stesso possa accadere con esseri umani, che hanno una struttura biologica molto più complessa. Secondo i critici, credere nella crionica oggi è come affidarsi a una speranza tecnologica ancora troppo lontana dalla realtà. Altri, come il fondatore Kendziorra, vedono analogie con tecnologie mediche che un tempo sembravano impossibili – come i trapianti di cuore – e che oggi sono routine.
Etica, futuro e le domande ancora aperte
Oltre agli aspetti tecnici e scientifici, la crionica non esclude questioni etiche e pratiche. Cosa accadrebbe se una persona venisse risvegliata tra cento o mille anni? Come si inserirebbe in una società completamente diversa, forse senza legami familiari, leggi o riferimenti culturali comuni? Inoltre, l’umanità del futuro sarebbe disposta a riportare in vita altri esseri umani dal passato? Tomorrow.Bio cerca di rispondere a questi dubbi affidandosi a una fondazione non-profit in Svizzera per garantire la conservazione a lungo termine dei corpi. Ma resta da capire come si potrà gestire davvero tutto questo nel futuro remoto, e soprattutto chi sarà responsabile di prendere decisioni per questi “viaggiatori nel tempo”. Anche se l’idea di superare i limiti della morte affascina molti, la crionica resta oggi un campo più vicino alla sperimentazione che alla realtà concreta. Forse un giorno potrà offrire nuove possibilità. O forse sarà ricordata come una delle tante utopie scientifiche mai realizzate.
A presto con nuovi articoli!
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