Ritratti: i grandi innovatori del passato, presente e futuro.

The | Edge omaggia le storie di grandiosi personaggi, pionieri e pioniere dell’innovazione, che attraverso la diffusione del loro sapere e delle loro scoperte in ambito scientifico e tecnologico, hanno contribuito e contribuiranno a rivoluzionare l’umanità.

Inganni geniali: quando la frode stimola il progresso

The | Edge indaga le storie di truffe e raggiri del passato.
Vicende ambigue e protagonisti controversi che hanno stimolato soluzioni brillanti, ispirato scoperte e spinto il mondo verso nuove direzioni. Perché anche l’errore – o l’inganno – può lasciare un’impronta sul cammino dell’innovazione.

William Marshall, il precursore di Elon Musk

LA SUA SFIDA: monitorare quotidianamente la Terra e i suoi cambiamenti

William Marshall, il precursore di Elon Musk

Cofondatore di Planet, società americana di dati satellitari e terrestri con sede a San Francisco, Will Marshall è uno scienziato-imprenditore.

Da Oxford alla California

Nato in Regno Unito, Marshall ha studiato Fisica ad Oxford lavorando al fianco di Roger Penrose. Qui, conduce i primi esperimenti sulle basi di fisica quantistica. Successivamente, il giovane consegue un master in scienze e tecnologie spaziali presso l’università di Leicester. Per il post-dottorato, è ricercatore presso la George Washington University e, poi, si sposta ad Harvard.

La scoperta dell’acqua sulla luna e i rifiuti spaziali

Entrato all’Ames Research Center della Nasa a Mountain View, Marshall ha lavorato come ingegnere di sistema nella missione dell’orbita lunare “LADEE” ed è stato membro del team scientifico per la missione dell’impatto lunare. È fra gli scienziati che possono confermare la presenza di grandi quantità di acqua sulla luna: una scoperta che ha aperto la strada allo studio dell’insediamento su questo satellite naturale della Terra.

In seguito, il giovane fisico diventa responsabile tecnico dei progetti di ricerca sulla bonifica dei detriti spaziali. Studia i metodi per fare pulizia dei rifiuti orbitali e inventa un metodo per evitare le collisioni fra i “rottami” utilizzando un laser a terra. Sempre nel settore tecnologico, Will ha un ruolo centrale nella ricerca che testa gli smartphone per il loro uso nello spazio, studio che sarà determinante anche per la sua futura invenzione.

Da un garage alla quotazione in borsa

Nel 2010, insieme a Robbie Schingler e Chris Boshuizen, Marshall fonda Planet. Come nella migliore tradizione di startupper americani, i tre amici partono da un modesto box fino ad arrivare a una public company quotata in borsa. Oggi, Will è alla guida di un team di oltre 800 persone. La sua idea più innovativa è stata produrre satelliti più piccoli di quelli in circolazione grazie alla tecnologia più a basso costo disponibile nell’industria della telefonia cellulare.

Il risultato è stato un modello di peso ridotto, il cui lancio è più facile e meno costoso. La durata di questi satelliti è di circa due anni prima di “bruciare” e disintegrarsi nello spazio, per essere sostituiti da nuovi dispositivi di successiva generazione (fatto che richiede una continua innovazione tecnologica).

Prima di Starlink

Planet diventa così la prima società al mondo a lanciare una costellazione di satelliti economici di dimensioni modeste nella parte bassa dell’orbita terrestre. Di fatto, si tratta di una pionieristica “rivoluzione” che ha ispirato Elon Musk per Starlink e anche altre compagnie nel mondo.

Nel corso del 2017, Planet ha messo in orbita la più grande costellazione di mini satelliti: una rete di oltre 175 elementi, capace di monitorare continuativamente la superficie terrestre. Le immagini satellitari sono acquisite ogni giorno alla risoluzione di circa 3 metri e, grazie a un avanzato sistema di processamento dati, sono disponibili in tempi rapidissimi.

Questo vasto archivio riesce a fornire un servizio di monitoraggio territoriale, con analisi geo-spaziali accurate e rapide, a vari settori. Primi fra tutti, ovviamente, l’ambiente e i cambiamenti del territorio. Ma anche aree come agricoltura, ingegneria ed edilizia, energia e mining, sicurezza.

Gli smallsat: da miracolo della tecnologia all’impatto sull’economia

L’avvento degli “small-sat” ha segnato una tappa di svolta nella cosiddetta “space economy”. Questi prodotti hanno, in qualche modo, democratizzato l’accesso allo spazio dando grande spinta all’innovazione e spingendo più attori a investire. In particolare, nelle telecomunicazioni, nella ricerca scientifica, nell’osservazione della Terra e nella difesa nazionale. Per il futuro, le prospettive più promettenti guardano all’integrazione con l’intelligenza artificiale. Fra le sfide da risolvere, tuttavia, c’è quella dell’aumento del rischio di collisioni e di detriti spaziali con il maggior numero di satelliti in orbita.

Will Marshall è stato riconosciuto come Young Global Leader e fa parte del consiglio di amministrazione della Open Lunar Foundation. Come scienziato-imprenditore supervisiona il prodotto e la strategia aziendale, portando avanti la missione della sua compagnia: accelerare la strada dell’umanità verso un mondo più sostenibile e sicuro.

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