Ritratti: i grandi innovatori del passato, presente e futuro.

The | Edge omaggia le storie di grandiosi personaggi, pionieri e pioniere dell’innovazione, che attraverso la diffusione del loro sapere e delle loro scoperte in ambito scientifico e tecnologico, hanno contribuito e contribuiranno a rivoluzionare l’umanità.

Inganni geniali: quando la frode stimola il progresso

The | Edge indaga le storie di truffe e raggiri del passato.
Vicende ambigue e protagonisti controversi che hanno stimolato soluzioni brillanti, ispirato scoperte e spinto il mondo verso nuove direzioni. Perché anche l’errore – o l’inganno – può lasciare un’impronta sul cammino dell’innovazione.

Suzie Sheehy e la lotta della fisica contro il tumore

LA SUA SFIDA: mettere a punto gli acceleratori di particelle contro il cancro

Australiana, classe 1984, Suzie Sheehy è fisico presso l’Università di Oxford e progetta nuovi acceleratori di particelle da applicare nella medicina.

Laurea a Melbourne, poi a Oxford

Nata a Mildura, città nel nord-ovest dello Stato di Victoria, da bambina si trasferisce con la sua famiglia nella capitale australiana. Si iscrive a ingegneria all’università di Melbourne ma durante una lezione inizia a fare domande di scienza e ne resta affascinata. Intuisce di aver sbagliato strada, cambia facoltà e si laurea in fisica.

Nel 2010, si trasferisce in Regno Unito per conseguire un dottorato a Oxford. Qui, resta a lavorare presso il John Adams Institute for Accelerator Science.

Al Cern di Ginevra la “folgorazione”

Durante un breve soggiorno al Cern di Ginevra vede il Large Hadron Collider: si tratta del più grande e potente acceleratore di particelle del mondo. Costruito dentro un tunnel sotterraneo, questo “grande collisore” ha una circonferenza di circa 27 chilometri ed è situato a circa cento metri di profondità. I suoi componenti più importanti sono 1.232 magneti superconduttori a bassa temperatura. La macchina accelera due fasci che circolano in direzioni opposte – all’interno dei tubi a vuoto – che collidono in quattro punti lungo il percorso. In tali collisioni, sono prodotte numerose particelle e per questo, lo strumento è utilizzato per tutte le ricerche sperimentali nella fisica delle particelle.

È grazie a LHC che, nel 2012, fu annunciata la scoperta di una nuova particella: il Bosone di Higgs. La “particella di Dio” per la quale Peter Higgs, l’anno successivo, è stato insignito del premio Nobel per la fisica.

Sheehy ne resta affascinata e decide di specializzarsi in questo campo: il suo obiettivo è reinventare la tecnologia per applicarla in tutti i settori che possono aiutare l’uomo, a partire dalla medicina o dall’energia.

Gli acceleratori di particelle per la medicina ma non solo

I progetti di ricerca di Sheehy spaziano dalla progettazione di nuovi acceleratori di particelle per il trattamento del cancro alla soluzione di risposte fondamentali non ancora ottenute. Per esempio, un esperimento in scala ridotta che modella i fasci di particelle (oggi fuori dalla portata delle simulazioni al computer).

Sheehy è convinta che fisica teorica e fisica sperimentale si parlino di continuo. Tant’è vero che i fisici hanno sempre inventato strumenti per provare le loro intuizioni più originali.

Nel suo laboratorio a Oxford, la ricercatrice realizza con le sue mani collegamenti elettrici ma anche sistemi informatici in modo da farli interagire negli esperimenti pratici.

Tutta questione di pazienza e costanza

Secondo il suo approccio, la pazienza e la perseveranza sono tutto nella vita di uno scienziato: si può ottenere il “risultato” una sola volta nella carriera o mai. Ma, di certo, nel corso di una ricerca scientifica, insieme a molti errori, si fanno anche diverse scoperte di rilievo che è bene ricordare per muovere il nuovo passo.

Una di queste scoperte, per esempio, è stata quella dei muoni dai raggi cosmici. I muoni sono particelle elementari che hanno la stessa carica negativa degli elettroni, ma una massa 20 volte superiore. Si formano quando i raggi cosmici colpiscono gli atomi nell’atmosfera terrestre e viaggiano attraverso di noi continuamente. Grazie a questi, è stato possibile immaginare l’interno della Grande piramide di Giza o il magma di un vulcano. Nessuna altra tecnologia di imaging può scansionare gli oggetti sulla Terra così bene perché solo il muone viaggia in tale modo.

Le altre domande della fisica

Sheehy è impegnata a cercare anche altre riposte. Nonostante la scoperta del Bosone di Higgs, ci sono evidenze che l’uomo conosca appena il 5% della massa dell’Universo: il resto è materia oscura ed energia oscura, tuttora ignote. Lo stesso vale per i neutrini: nessuno riesce a spiegare del tutto il loro comportamento.

Oggi, è ricercatrice della Royal Society University presso l’università di Oxford, dove è docente di fisica degli acceleratori. Oltre al suo lavoro di laboratorio, è una comunicatrice scientifica molto attiva: conduce un programma tv su Discovery Channel, è speaker TED, presenta conferenze e partecipa a diversi festival scientifici. Nel libro “Dodici esperimenti che hanno cambiato il mondo” (edito in Italia da Bollati Boringhieri), ha raccontato le persone che hanno rivoluzionato la nostra vita quotidiana negli ultimi cento anni.

È impegnata a ridurre la parità di genere nella scienza: la fisica è dominata ancora per l’85% da uomini. Aumentare il numero delle donne nella ricerca scientifica è una delle sue sfide.

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