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Inganni geniali: quando la frode stimola il progresso

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Risa Wechsler, l’astrofisica che insegue le galassie

LA SUA SFIDA: mappare decine di miliardi di galassie di 13 miliardi di anni fa

Nata a Seattle, città dello Stato di Washington famosa per il suo porto e per essere la sede di Microsoft, Risa Wechsler è la scienziata che prova a scoprire come si è formato ed evoluto l’Universo e ha già conquistato un ruolo determinante nella ricerca pionieristica della cosmologia.

Danza classica e studi alla UCSC

Da bambina, frequenta la scuola pubblica Garfield High School. Ma la sua vera passione è la danza classica che impara alla Pacific Northwest Ballet School, una delle tre migliori scuole di ballo degli Stati Uniti.

Dopo la laurea in fisica alla Santa Cruz Università della California, Wechsler ha conseguito borse di ricerca al dipartimento di fisica presso l’università del Michigan e poi presso l’università di Chicago.

Quale è l’origine e l’evoluzione dell’universo?

Durante la specializzazione a Santa Cruz, la giovane Risa inizia a chiedersi insistentemente come si è formata la struttura nell’Universo, di che cosa è fatto, come si è trasformato.

In questi anni, la scienziata si avvicina alla cosmologia e decide di dedicarsi a questo studio. Nel frattempo, la ricerca scientifica va avanti nella comprensione di quanta materia c’è nell’Universo e dell’energia oscura.

Wechsler è una delle ultime, fortunate studentesse a lavorare al fianco del professore George Blumenthal e al suo progetto sui modelli cosmologici degli aloni di materia oscura. Discute una tesi sul «Dark Halo Merging and Galaxy Formation», incentrata sulla creazione di simulazioni della formazione di aloni di materia oscura e sulle loro implicazioni nell’universo.

Alla ricerca delle galassie lontane

Nell’Universo rientra tutto quanto è osservabile: dal Sole e dal sistema solare alle più lontane galassie oggi raggiungibili con i telescopi. È la radiazione elettromagnetica emessa dai corpi celesti a fornire la quasi totalità delle informazioni. Tale radiazione viaggia alla “velocità della luce” (300 mila chilometri al secondo). Dunque, quanto più lontano guardiamo nello spazio, tanto più indietro osserviamo nel tempo: in pratica, le galassie più distanti (fino a 10 o più miliardi di anni-luce) possono essere viste come erano miliardi di anni fa.

Per determinare come si è formato ed evoluto l’Universo, quindi, Wechsler ha preso come riferimento la formazione delle galassie e cerca di capire come utilizzarle per sondare la fisica fondamentale dell’Universo stesso.

Oggi, la scienziata sta effettuando la mappatura di decine di miliardi di galassie formatesi negli ultimi 13 miliardi di anni conducendo indagini rivoluzionarie sulla loro struttura. In particolare, su quelle più profonde e più vaste.

La sua base di partenza è che tutto nell’universo è collegato allo scheletro della materia oscura e che l’evoluzione di questa struttura sottostante ha implicazioni per le galassie su tutte le scale, dalla più piccola alla più grande. Questo può aiutare a comprendere anche altro: in che modo, per esempio, si fondono i buchi neri o come il gas entra nelle galassie.

Nelle sue ricerche, la studiosa si avvale di simulazioni di grandi dimensioni al computer, usando modelli fisici ed empirici che poi combina con le mappe delle galassie. La sua ipotesi è che, una volta conosciuta la formazione delle galassie, si potrebbe capire la natura della materia oscura e dell’energia oscura.

L’universo è per tutti

Wechsler è anche responsabile di uno studio sulle galassie più piccole dell’Universo e sui satelliti degli analoghi della Via Lattea. L’obiettivo è comprendere come la nostra galassia natale, la Via Lattea, sia collegata ad altre galassie simili.

Attualmente professore di fisica presso la Stanford University, la scienziata guida anche diversi programmi di simulazione ed è membro dell’American Physical Society.

Vive a San Francisco ed è impegnata nella sensibilizzazione del pubblico alla scienza. Ha fondato un comitato per la promozione della diversità e dell’equità per sostenere le “minoranze”. Grazie a lei, negli ultimi cinque anni, il dipartimento ha registrato un aumento del 50% di donne che hanno conseguito la laurea in fisica.

«L’universo è per tutti. È un privilegio straordinario poter pensare come funziona e questo mi motiva ad aprire tale opportunità a più persone», ripete spesso Wechsler.

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