Ritratti: i grandi innovatori del passato, presente e futuro.

The | Edge omaggia le storie di grandiosi personaggi, pionieri e pioniere dell’innovazione, che attraverso la diffusione del loro sapere e delle loro scoperte in ambito scientifico e tecnologico, hanno contribuito e contribuiranno a rivoluzionare l’umanità.

Inganni geniali: quando la frode stimola il progresso

The | Edge indaga le storie di truffe e raggiri del passato.
Vicende ambigue e protagonisti controversi che hanno stimolato soluzioni brillanti, ispirato scoperte e spinto il mondo verso nuove direzioni. Perché anche l’errore – o l’inganno – può lasciare un’impronta sul cammino dell’innovazione.

I fratelli Blanc: gli hacker del primo “insider trading”

I fratelli Blanc sono passati alla storia per essere stati i primi ad “hackerare” un sistema pubblico di comunicazione.

François e Louis Blanc sono passati alla storia per essere stati i primi ad “hackerare” un sistema pubblico di comunicazione, mettendo a segno una colossale truffa che, a ragione, può essere considerata la prima forma di “insider trading” conosciuta.

Fratelli Blanc agenti di borsa a Bordeaux

Nel 1830, i due fratelli Blanc erano broker finanziari a Bordeaux e operavano per lo più in titoli di Stato. Le valutazioni di questo mercato erano molto legate all’andamento della Borsa di Parigi ma la capitale francese distava 600 chilometri da quella del vino pregiato. Una lontananza che, al tempo, poteva richiedere fino a una settimana di viaggio. Per questo, le notizie su rialzi e ribassi della Borsa arrivavano via corriere postale dopo giorni.

La Francia, tuttavia, era già dotata di un fiore all’occhiello della moderna tecnologia dell’epoca: una rete di telegrafi ottici ideata da Claude Chappe. Si trattava del più veloce sistema di comunicazione a lunga distanza.

Era costituito da una serie di enormi torri distanziate, all’incirca ogni 10–20 chilometri, corredate da bracci mobili di segnalazione in legno, regolabili, per inviare messaggi in tutta la lunghezza del paese. Questi funzionavano per mezzo di simboli visivi leggibili con un telescopio: ogni simbolo corrispondeva a un numero e ogni numero a una parola. Ma solo gli impiegati pubblici conoscevano il codice cifrato per “tradurre” i segnali. Dunque, era illegale usare il codice segreto statale per le comunicazioni private.

I messaggi venivano trasmessi tramite i ripetitori in sequenza (ogni torre lo “passava” alla successiva), da Parigi alle province.

Usare i telegrafi per ricevere in anticipo le notizie da Parigi

La geniale e fraudolenta idea dei Blanc fu utilizzare questo sistema per avere in tempo reale a Bordeaux l’andamento della Borsa di Parigi, in modo da speculare in anticipo su titoli e azioni del mercato locale. In questo modo, i due agenti potevano bruciare sul tempo gli altri investitori. Una speculazione ben congegnata che richiedeva, però, un modo per entrare nella rete di trasmissione.

Il meccanismo della truffa

Il primo passo fu reclutare un trio di complici sulla linea Parigi-Bordeaux. La scelta cadde su un addetto nella torre di Tours, dove i segnali venivano inoltrati verso Bordeaux, e su un operatore a Poitiers, che fungeva da “correttore” di messaggi. Il primo immetteva le notizie ufficiali da Parigi. Il secondo, più a sud, inseriva nella serie i caratteri in codice numerico. In pratica, fra un messaggio e l’altro, l’impiegato aggiungeva numeri per indicare l’andamento del mercato finanziario: per esempio, il 2 per “sale” e il 3 per “scende”. All’apparenza, erano banali errori di battitura e invece nascondevano le informazioni. Il terzo uomo a Bordeaux, con un telescopio puntato sull’ultima torre, decifrava il codice e riferiva subito ai Blanc. In questo modo, i due broker compravano o vendevano azioni in anticipo, ottenendo enormi profitti.

L’arresto e l’assoluzione

Dopo due anni di speculazioni, la mole di “errori” nella linea fu notata e un supervisore postale avviò un’indagine, scoprendo i messaggi nascosti. Individuati i colpevoli, questi confessarono la manipolazione del sistema di telegrafi orchestrata dai Blanc.

Smascherati, i due fratelli furono accusati di truffa nel 1836. Processati l’anno dopo a Tours, però, furono prosciolti perché nella legge francese non erano ancora previsti reati informatici o telegrafici. Sorte peggiore, invece, toccò ai lavoratori pubblici, condannati per corruzione e violazione di segreto di Stato.

Il caso sollevò uno scandalo e ne seguì un dibattito che portò a emanare, il 2 maggio 1837, la prima legge contro le “cyber-frodi”: la Francia vietò l’uso privato del telegrafo di Stato, introducendo sanzioni penali per chi manometteva il traffico informativo.

“Le magicien de Monte-Carlo” e l’eredità odierna dei Blanc

Nonostante il tribunale e il clamore, François Blanc non gettò la spugna ma si reinventò come imprenditore immobiliare. Si trasferì prima in Lussemburgo e poi a Monte Carlo. Qui, con il via libera del principato monegasco, diede vita al Casinò, diventando ricco e noto come “Le magicien de Monte-Carlo”.

Il lascito della truffa telegrafica dei Blanc è vario: giuridico, finanziario, tecnologico e perfino, letterario. Sotto il primo profilo, avendo rivelato per la prima volta un rischio non contemplato, questa vicenda segnò l’avvio di una regolamentazione contro le frodi sull’accesso non autorizzato alle telecomunicazioni, giunta fino alle moderne leggi sull’hacking e la cybersicurezza. Per quanto riguarda l’aspetto finanziario, questo primo esempio di “data exploitation” ha avviato una riflessione sull’accesso illecito o privilegiato alle informazioni di mercato e sull’insider trading. Anche l’eredità tecnologica è notevole: i Blanc sono ritenuti i primi “hacker della storia”, avendo capito per primi l’importanza dei canali di comunicazione. Infine, l’influenza culturale: resta in diversi testi accademici di diritto e nel saggio “L’affaire des frères Blanc: première escroquerie télégraphique?”, adottato nella storia delle telecomunicazioni. I fratelli Blanc, insomma, ci hanno lasciato una lezione senza tempo incarnata anche dall’avido Gordon Gekko: «Non serve rubare l’informazione. Basta ottenerla prima degli altri».

Condividi Articolo