Ritratti: i grandi innovatori del passato

The | Edge omaggia le storie di grandiosi personaggi storici, uomini e donne del passato, pionieri e pioniere dell’innovazione, che attraverso la diffusione del loro sapere e delle loro scoperte in ambito scientifico e tecnologico, hanno contribuito a rivoluzionare l’umanità.

Nikola Tesla, il geniale inventore che ha ispirato Elon Musk

Nikola Tesla

(Smiljan, 1856 – New York, 1943)

Nikola Tesla, il geniale inventore che ha ispirato Elon Musk, è stato uno dei più grandi scienziati della storia moderna, rivoluzionando il mondo con le sue invenzioni, tra cui la corrente alternata.

Origini e famiglia

Nikola Tesla, il geniale scienziato al quale Elon Musk ha dedicato la sua rivoluzionaria casa automobilistica, nacque ai tempi dell’Impero austro-ungarico, da una famiglia serba in terra croata. Passato alla storia per molte invenzioni ma soprattutto per aver lasciato all’umanità la corrente elettrica alternata, pare che Tesla soffrisse di un disturbo infantile – vedeva “fulmini abbaglianti” – e, per questo, si appassionò all’energia nella sua vita. Nikola ebbe tre sorelle e un fratello (morto adolescente per una caduta). Suo padre, Milutin Tesla, era un prete ortodosso. Ma fu la madre, Georgina-Duka Mandić, a trasmettergli il talento: sebbene senza istruzione, infatti, la donna era dotata di estrema intelligenza e memoria al punto da inventare lei stessa diversi oggetti.

Formazione e prime invenzioni

Anche il piccolo Nikola mostrò da subito creatività e una decisa sensibilità poetica. Passione che non lo abbandonerà mai e che, anzi, gli assicurerà alcune delle poche amicizie intime della sua vita, fra le quali quelle dello scrittore Mark Twin e dell’autore di horror Francis Marion Crawford.
Dopo la scuola nella città croata di Karlovac, il giovane Nikola si formò come ingegnere al Politecnico di Graz, già allora molto prestigioso, e poi si laureò in filosofia all’università di Praga.
Nell’ateneo austriaco ebbe modo di sperimentare la dinamo Gramme, un generatore elettrico a corrente continua così chiamato dal nome del suo inventore belga Zénobe Gramme. Di fatto, si trattava del primo dispositivo in grado di produrre energia su scala commerciale per l’industria.
Tesla intuì che, se invertita, la dinamo diventava un motore elettrico.
A Budapest, invece, il giovane scoprì (e poi brevettò) il principio del campo magnetico rotante e lavorò al progetto di un motore a induzione, precursore della maggioranza dei motori a corrente alternata. L’ingegnere riuscirà a completarne uno solo nel 1883, mentre si trovava in missione a Strasburgo per la Société Electrique Edison (di cui era dipendente, dopo essersi trasferito a Parigi, dall’anno precedente). Tesla si trovò, di fatto, a essere protagonista dello sviluppo, e anche della grande competizione commerciale, del mercato dell’energia elettrica di fine Ottocento. Che gli regalò enormi successi ma anche grandi dispiaceri per la sua scarsa avvedutezza economica.

L’Emigrazione negli Stati Uniti e la sfida con Edison

Nel 1884, a ventotto anni, emigrò negli Stati Uniti: aveva in tasca quattro centesimi, diversi calcoli per una macchina volante e le sue immancabili poesie.
Iniziò a lavorare per Thomas Edison e riuscì nell’impresa di riprogettare un generatore a corrente continua. Ma, invece di riconoscergli il risultato, Edison non lo pagò. Così, nel 1888, andò da George Westinghouse, a capo dell’omonima società di energia elettrica di Pittsburgh. La scommessa era riuscire a illuminare strade e fabbriche. Tesla puntò sul suo sistema a corrente alternata.
La compagnia riuscì a usarlo nel 1893 all’Esposizione mondiale di Chicago, per i 400 anni della scoperta dell’America. Un successo che portò al successivo contratto per la prima installazione di questo innovativo motore alle Cascate del Niagara. Da allora, Westinghouse costruì centrali elettriche e rifornì più di cento città americane. La corrente alternata avrebbe potuto rendere Tesla ricchissimo. Ma Westinghouse modificò il contratto dei diritti ceduti e il geniale inventore rimase ancora beffato.

Le invenzioni rivoluzionarie

Ottenuta la cittadinanza americana nel 1891, Nikola Tesla fondò un suo laboratorio di ricerca per sperimentare le sue idee, geniali e spesso stravaganti. Molte di queste sono rimaste incompiute, anche per mancanza di finanziamenti, tanto che i suoi taccuini di appunti sono tuttora studiati come fonte di ispirazione. Qui, Tesla teneva anche dimostrazioni sulla corrente, accendendo lampade in modo che l’elettricità trapassasse il suo corpo e le persone non avessero timore della novità. Il “mago dell’elettricità” riteneva, infatti, che la scienza deve essere al servizio delle esigenze e del benessere della società. Sempre nel 1891, lo scienziato inventò la “bobina di Tesla”, tuttora usata negli apparecchi radiofonici, televisivi e altri dispositivi elettronici. Pochi anni dopo annunciò di aver inventato una barca teleautomatica (guidata con telecomando), di fatto anticipando la robotica.
All’inizio del 1900, Tesla fece quella che riteneva la sua scoperta più significativa: le onde stazionarie terrestri. Osservando per primo il fenomeno in Colorado, dove viveva dall’anno prima, lo scienziato giunse alla conclusione che la Terra può essere usata come conduttore di energia. Tale fenomeno fu la base per i suoi progetti di trasmissione di energia elettrica senza fili per la telecomunicazione. 

La torre di trasmissione mondiale e il declino

Rientrato a New York, l’ingegnere si cimentò nella sua opera più ciclopica, finita in un disastroso fallimento: la costruzione, a Long Island, di una torre per la trasmissione mondiale senza fili. L’obiettivo era fornire comunicazioni a livello mondiale e creare un’infrastruttura capace di inviare immagini, messaggi, meteo e informazioni. Ma il banchiere più importante della storia americana, John Pierpont Morgan, che lo aveva finanziato, si ritirò dal progetto.
Il suo lavoro si indirizzò su turbine e altre idee ma non sempre riuscì a completare i progetti. Nel 1917 ottenne la medaglia Edison, il più alto riconoscimento dell’Istituto americano di ingegneri elettrici, ma rimase deluso per un mancato premio Nobel. Non si sposò mai.

Eredità e Riconoscimenti

Alla sua morte, una folla enorme gli tributò l’estremo saluto alla St. John Divine Church di New York. Il suo assistente consegnò materiali, carte, lettere e appunti di laboratorio al nipote di Tesla, Sava Kosanovich, che li ha donati al museo a lui intitolato nel centro di Belgrado.
Seppur poco pratico dal punto di vista economico e sfruttato (soprattutto da Edison e Westinghouse), Nikola Tesla fu un grande visionario. il trasmettitore capace di produrre energie elettrica illimitata, senza fili e gratuita dall’energia nell’atmosfera, l’illuminazione a fluorescenza, la sismologia e altre innovazioni. E, come tale, fu un uomo eccentrico, non privo di stranezze e fobie (fra queste, quella verso i germi), molto popolare per la stampa e l’opinione pubblica.
Spesso, però, le sue profezie futuriste – la principale era la convinzione di poter comunicare con altri pianeti, sostenendo di aver ricevuto segnali dallo spazio – gli attirarono anche derisione. Ma Tesla ebbe il dono dell’intuizione verso i segreti della scienza e una capacità di dimostrarli fuori dal convenzionale.  Per questo, ha anticipato molte conquiste della tecnologia contemporanea.

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