Ritratti: i grandi innovatori del passato

The | Edge omaggia le storie di grandiosi personaggi storici, uomini e donne del passato, pionieri e pioniere dell’innovazione, che attraverso la diffusione del loro sapere e delle loro scoperte in ambito scientifico e tecnologico, hanno contribuito a rivoluzionare l’umanità.

Nel blu, dipinto di blu

Il turismo spaziale non è più un sogno irraggiungibile, diventerà fenomeno di massa e faremo i pendolari fra le stelle?

A spasso fra le stelle, distesi in una comoda chaise longue, sorseggiando una coppa di champagne.
Un sogno? Tutto vero. Già, perché i primi viaggi spaziali commerciali sono ormai pronti al lancio.
E promettono di essere un nuovo business. Basti pensare che nel 1989, venti anni dopo lo storico “grande passo” sulla luna di Neil Armstrong, l’americana Pan Am aveva più di 93 mila passeggeri in lista d’attesa per un futuro (e mai decollato) volo della compagnia aerea sulla luna.

La banca svizzera UBS stima che il mercato dei viaggi nello spazio avrà un valore di 3 miliardi di dollari entro il 2030. Stando alle previsioni, da esclusivo passatempo per nababbi della “fase pionieristica” con costi proibitivi si passerà a un mercato di massa, almeno per una classe media benestante. Al punto che l’analista Patrick Collins pronostica ben 30 milioni di viaggiatori suborbitali annui, 40 milioni orbitali e 10 milioni sulla superficie lunare entro il 2100.

A solleticare gli appetiti sono soprattutto i voli suborbitali. Una dozzina di società è in dirittura d’arrivo per i primi lanci grazie a un vecchio “mezzo” usato dalla Nasa per lo studio dello spazio: il pallone aerostatico a elio. Combinato a una cabina spaziale per passeggeri diventa una sorta di mongolfiera ascendente con un decollo lento (20 chilometri orari), senza necessità di addestramento (si sale entro i 100 chilometri) e “a impatto zero”.

Space Perspective ha scelto la suggestiva Space Coast – la regione della Florida dove si trova la base Nasa di Cape Canaveral – per l’inaugurazione della sua “mongolfiera spaziale” Nettuno entro il 2024. A bordo, i turisti saranno accolti in una luxury lounge dotata di ogni comfort (bar, wi-fi, luci soffuse) e ampie vetrate per rimirare gli astri. Inutile dire che, per ora, anche i prezzi sono “stellari”: deposito di mille dollari per prenotare un posto nel salotto, 125 mila per la passeggiata di sei ore nella biosfera terrestre.

Ben altre sfide di conquista spaziale vedono impegnati, da qualche anno, i tre “Paperoni” Richard Branson, Elon Musk e Jeff Bezos.

La Virgin Galactic del magnate britannico, forte della presenza nel settore aereo, ha già esaurito più di 200 biglietti costati fra 200 e 450 mila dollari, nonostante le partenze più volte rinviate. Nulla in confronto ai 55 milioni per la SpaceX del visionario Elon Musk. Ma il biglietto comprende anche dieci giorni nella Stazione spaziale internazionale vivendo come un vero astronauta, in attesa dell’autorizzazione per costruire una propria stazione privata (una specie di primo hotel spaziale).

Ancora più in grande pensa il fondatore di Amazon, a bordo del primo volo della sua navicella Blue Origin. Per il miliardario americano, lo spazio è destinato a diventare la nuova dimensione dell’uomo: non solo intende rendere i viaggi alla portata di tutte le tasche ma, di recente, ha ipotizzato lo spostamento dell’industria pesante nello spazio per salvare la Terra dal cambiamento climatico. Insomma, pendolari fra le stelle.

In realtà, il turismo spaziale presenta un conto elevato per l’ambiente: enormi emissioni nocive dei voli o un massiccio sfruttamento di una risorsa limitata (elio) nelle mongolfiere. Anche per questo è nata Celestis che offre la “sepoltura spaziale ecocompatibile”. Si possono lanciare, sigillati in capsule, tutto o parte dei resti cremati del proprio caro per riportarli sulla terra o lasciarli diventare parte dell’ecosistema naturale dello spazio. Per un “addio davvero unico e celestiale”, recita l’offerta della società.

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