Ritratti: i grandi innovatori del passato, presente e futuro.

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I grandi innovatori del passato: Hans Christian Ørsted

Ritratti: i grandi innovatori del passato

The | Edge omaggia le storie di grandiosi personaggi storici, uomini e donne del passato, pionieri e pioniere dell’innovazione, che attraverso la diffusione del loro sapere e delle loro scoperte in ambito scientifico e tecnologico, hanno contribuito a rivoluzionare l’umanità.

Il campo magnetico di Ørsted

Hans Christian Ørsted

(Rudkøbing, 1777 – Copenhagen, 1851)

Hans Christian Ørsted non era destinato a diventare un pioniere dell’elettromagnetica e giunse per caso alle sue principali scoperte in questo campo.

Nato a Rudkøbing, sull’isola di Langeland, Hans era il primogenito di Søren Christian Ørsted, farmacista di questo paesino del sud della Danimarca e quindi, figlio prescelto a succedergli nella professione. Nella piccola contea danese non esistevano scuole, perciò il piccolo Hans ricevette un’istruzione privata da una coppia di educatori vicini di casa della famiglia, insieme al fratello Anders. Poi, il ragazzo fu mandato a Copenaghen per frequentare la facoltà di farmacia e qui, nel 1797, si laureò a pieni voti.

Tuttavia, insieme alla chimica che aveva appreso durante gli studi universitari, il giovane coltivava una profonda passione per la filosofia e le scienze naturali. Nel 1801, vinse una borsa di studio e questo gli consentì di viaggiare all’estero. Per un anno, Ørsted soggiornò fra Francia e Germania entrando in contatto con diversi scienziati dell’epoca. Fra questi, il fisico prussiano Johann Wilhelm Ritter, grande ricercatore di elettrochimica ed elettrofisiologia, nonché scopritore dei raggi ultravioletti, che ebbe grande influenza sul suo futuro.

Fu questo sodalizio che spinse l’ormai trentenne Hans ad approfondire la fisica e il fenomeno della cosiddetta “galvanizzazione”, ovvero quel processo di copertura dei manufatti metallici con uno strato di un altro metallo (il principale consisteva nel rivestimento di acciaio e ferro con lo zinco), sempre più rilevante nella Rivoluzione industriale dei primi dell’Ottocento.

Nel 1806, l’uomo decide di rientrare in patria e gli viene assegnata la cattedra di Fisica, come docente straordinario, presso la facoltà di Filosofia della capitale danese. Inizia a studiare in modo più completo la corrente elettrica e, nel 1814, sposa Inger Brigitte Ballun, una giovane orfana a servizio come governante presso suo padre. Dall’unione, nasceranno otto figli. L’anno dopo, è nominato anche segretario dell’Accademia delle Scienze e delle Lettere.

È nel 1820 che lo studioso compie, fortuitamente, il primo esperimento che lo condurrà alla sua grande scoperta. Preparando il materiale per una lezione del suo corso universitario, Ørsted pone un cavo di corrente elettrica accanto a una bussola, osservando l’improvviso movimento dell’ago magnetico dello strumento. Sorpreso, lo scienziato replica il test fino a giungere alla conclusione che elettricità e campo magnetico sono, in qualche modo, correlati: il cavo elettrico aveva l’effetto di deviare il polo nord magnetico e, a maggiore intensità, l’ago si disponeva perpendicolarmente al filo della corrente.

In seguito a questo risultato, Ørsted approfondì l’osservazione di gas, liquidi, vari materiali e metalli. Fu il primo che riuscì a isolare l’alluminio in forma impura. E scoprì la piperina – una sostanza alcaloide responsabile del sapore piccante del pepe nero – individuandola nello strato esterno dei frutti di questa spezia. Alla sua morte, avvenuta dopo aver scritto anche diverse opere, fu sepolto nel cimitero di Copenaghen.

L’esperienza di Ørsted suscitò grande scalpore nel mondo scientifico del tempo aprendo la strada allo studio dell’elettromagnetica. La sua eredità condizionò soprattutto il fisico francese André-Marie Ampère, che formulò il principio dell’elettromagnetismo in forma matematica ed estese gli esperimenti all’elettrodinamica.

Inoltre, il nome di questo scienziato danese è ricordato nella «legge di Ørsted», secondo la quale «il campo elettromagnetico prodotto è direttamente proporzionale alla corrente che scorre nel filo e inversamente proporzionale alla distanza da esso», e nell’unità di misura del campo magnetico (tuttora chiamata “oersted”). Dal 1908, la Società per la diffusione delle scienze naturali fondata dallo stesso Ørsted nel 1824, conferisce la “medaglia Ørsted”, uno speciale riconoscimento a chi si distingue nella fisica.

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