Ritratti: i grandi innovatori del passato

The | Edge omaggia le storie di grandiosi personaggi storici, uomini e donne del passato, pionieri e pioniere dell’innovazione, che attraverso la diffusione del loro sapere e delle loro scoperte in ambito scientifico e tecnologico, hanno contribuito a rivoluzionare l’umanità.

I grandi innovatori del passato: Edward Jenner

Ritratti: i grandi innovatori del passato

The | Edge omaggia le storie di grandiosi personaggi storici, uomini e donne del passato, pionieri e pioniere dell’innovazione, che attraverso la diffusione del loro sapere e delle loro scoperte in ambito scientifico e tecnologico, hanno contribuito a rivoluzionare l’umanità.

Edward Jenner, il padre del primo vaccino

Edward Jenner

(Berkeley, 1749 – 1823)

Tre sono le figure decisive nella vita di Edward Jenner, medico britannico nato nel Gloucestershire e considerato il padre dell’immunizzazione per aver scoperto il vaccino contro il vaiolo. La prima è Daniel Ludlow, medico di campagna che gli insegnò la pratica medica nel suo apprendistato. La seconda è John Hunter, ex chirurgo dell’esercito e noto appassionato di anatomia, al tempo in attività presso il St George Hospital di Londra. La terza è James Phipps, l’orfano di 8 anni sottoposto per la prima volta alla vaccinazione.

Ultimo di sei figli nati dal reverendo Stephen Jenner e dalla figlia del precedente vicario di Berkeley, Edward apprese il latino dai genitori. Sfortunatamente, morti giovani. Ad appena cinque anni, il piccolo fu cresciuto dai fratelli maggiori.

Avviato agli studi classici, a tredici anni sceglie di fare medicina e prova a iscriversi all’università di Oxford, senza successo. Perciò, viene mandato nel vicino villaggio di Chipping Sodbury presso lo studio di un medico di campagna, Daniel Ludlow.

A 21 anni, con una solida conoscenza della pratica e un amore sconfinato per la natura che conserverà tutta la vita, Jenner si trasferisce a Londra e qui diventa il primo allievo del noto luminare John Hunter. È questa l’epoca in cui all’apprendimento accademico si affiancano chirurghi meno istruiti nella teoria, ma molto capaci grazie all’esperienza del lavoro ospedaliero.

Il connubio fra i due si rivela fecondo. Nei tre anni londinesi, Hunter stimola l’inclinazione di Jenner e lo spinge a sperimentare: entrambi amano l’anatomia, i fenomeni biologici, l’osservazione.

Forte dei progressi, nel 1773 Jenner rientra nella sua campagna a Berkeley e si sposa. A soli 23 anni, diventa un medico molto popolare, che si diletta a suonare il violino.

In quel periodo, però, esplodono continui focolai di vaiolo. La malattia è una delle principali cause di morte (400 mila decessi all’anno in Europa, 40 mila solo in Inghilterra) e si diffonde senza distinzioni di censo, lasciando spesso deturpato chi ne esce.

Unica cura, la “variolazione” che oggi chiameremmo “infezione elettiva”: una tecnica importata dall’Oriente che consisteva nell’infettare un sano con un “campione” prelevato da un malato lieve. Secondo questa pratica, il sano avrebbe sviluppato protezione dal virus. Ma così non fu. L’infettato spesso sviluppava il morbo in forma violenta e, a sua volta, contagiava altri.

L’intuizione di Jenner giunse proprio dalla natura che tanto amava. Il biologo notò che i contadini contagiati dal vaiolo bovino (piuttosto innocuo per l’uomo), non contraevano la variante umana (e più temibile) del virus. La conclusione fu che il vaiolo bovino funzionava come copertura. Di qui, la svolta.

A maggio del 1796 Jenner preleva materiale infetto dalle pustole di vaiolo bovino presenti sulla mano di una giovane lattaia, Sarah Nelmes, e le inocula a James Phipps. Il ragazzino si ammala lievemente ma si rimette presto. Jenner ritenta, inoculandogli il pus vaioloso umano e Phipps non sviluppa infezione: fu il primo a diventare immune al vaiolo senza esserne stato ammalato.

Completato un ciclo di sperimentazioni su altri casi, Jenner pubblica a sue spese il libro An Inquiry into the Causes and Effects of the Variolae Vaccinae. Quello che segue è prevedibile: la reazione non è unanime, c’è chi esulta e chi accusa.

Jenner corre a Londra alla ricerca di volontari disponibili per la vaccinazione ma non ne trova. Nel frattempo, altri medici si fanno vaccinare e iniziano a fare proseliti. Alcuni, si appropriano indebitamente del merito di Jenner. Altri boicottano la scoperta, contaminando (non si sa quanto accidentalmente) il “vaccino”.

La grande rivoluzione scientifica viene minacciata da altre complicazione: non era facile prelevare secrezioni dalle lesioni procurate dal vaiolo bovino, conservare e trasportare le “dosi”. E furono necessari diversi errori prima di capire come si sviluppava l’immunità e a mettere a punto una procedura valida, benché empirica.

La vaccinazione, comunque, si diffunde in Europa e America, il tasso di mortalità cala drasticamente. Jenner riceve molti onori senza mai arricchirsi. Anzi, per dedicarsi alla causa a tempo pieno, trascura la professione al punto che il Parlamento inglese gli voterà due elargizioni per sostentarlo. Continuando ad affrontare critiche, calunnie e perfino imbrogli, il medico spende tutti i suoi giorni per promuovere il suo vaccino, grazie al quale il vaiolo è stato dichiarato sconfitto solo nel 1980.

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