LA SUA SFIDA: sviluppare un tampone nasale rapido per una diagnosi precoce del tumore al polmone.

Venezuelana di nascita ma spagnola di adozione, ad appena 24 anni, Andrea Stephany Díaz è già salutata come la “visionaria geniale” per un’idea tanto semplice quanto dirompente: un test nasale rapido e fai-da-te per diagnosticare precocemente il cancro al polmone.
Famiglia di origine lontana, studi a Barcellona
Trasferitasi in Spagna all’età di dodici anni, come lei stessa ha raccontato sui social, la sua è una famiglia, per così dire, “diffusa”. Di tutti i parenti, solo una nonna è rimasta in Venezuela. Gli altri, per necessità, vivono separati da svariati chilometri: la madre a Barcellona, suo padre a Miami, la sorella nei Paesi Bassi, una nonna in Germania, zii e cugini in Colombia.
Già sui banchi di scuola, la piccola Díaz sognava di avere un impatto benefico sulla vita dei malati. Laurea in Biochimica presso l’Università Autònoma de Barcellona, con una tesi sulla terapia genica per il trattamento della fibrosi cistica, la giovane ha partecipato a un programma di scambio con l’ateneo di Brooklyn, negli Stati Uniti. Rientrata nella città della Catalogna, ha conseguito un master in Biotecnologie molecolari, specializzandosi in Ingegneria dei tessuti e delle cellule.
Ricercatrice all’università, si trasferisce in un’azienda privata ad Amburgo
Dopo uno stage di otto mesi presso l’Istituto di scienza dei materiali a Barcellona, Andrea Stephany Díaz è entrata nel mondo accademico come ricercatrice. Qui, ha lavorato ai progetti su nanoparticelle e nanocomposti sviluppando con il suo team una terapia da cellule staminali in grado di alleviare le lesioni delle infiammazioni gravi come la sepsi.
Ormai esperta di nanomedicina, studia anche l’angiogenesi – ovvero la rigenerazione di nuovi vasi sanguigni – nei pazienti colpiti da ictus o con assenza di afflusso di sangue in seguito a un trombo o a un’emorragia. Poi, approfondisce l’ingegneria genetica per le malattie neurodegenerative.
Pur gratificata dall’esperienza universitaria, Díaz accetta un posto in un’azienda biotecnologica tedesca, convinta che il processo di ricerca pubblica sia eccessivamente lento. Un risultato scientifico può richiedere 10-15 anni per avere un riscontro nella pratica.
Ad Amburgo, lavora allo sviluppo di cellule staminali per la ricerca. Ma anche l’industria privata la delude: tutto è più snello per l’esigenza di commercializzare i prodotti sul mercato in tempi stretti (anche per ovvi motivi finanziari) ma il lavoro è troppo ripetitivo. «Mi sentivo come un cuoco: mi veniva data una ricetta e dovevo semplicemente seguire le istruzioni», ha confessato. Díaz cerca spazio per la creatività, l’innovazione o nuovi approcci alla risoluzione dei problemi scientifici. E non smette di prendere spunti dalla vita quotidiana.
Il tampone nasale per il Covid può diventare altro?
Durante la pandemia, Andrea Stephany Díaz è ispirata dal test rapido per la diagnosi del Covid-19. Pensa sia un’opportunità e vuole applicarlo a un male temibile come il cancro ai polmoni. Secondo tumore più comune al mondo, a differenza di altre forme, è più difficile da rilevare e anche per questo più mortale: spesso è scoperto in stadi troppo avanzati, quando il trattamento è ormai limitato.
Per diagnosticarlo servono radiografie del torace, scansioni tac e biopsie. Che esito avrebbe un tampone nasale rapido, non invasivo, fai-da-te e dal costo di pochi euro?
A settembre 2022, la giovane Díaz presenta la domanda per un evento europeo che cerca nuovi talenti. Selezionata, partecipa alla gara a squadre fra cento ricercatori.
L’edizione, nella città olandese di Leida, chiede di dare risposte scientifiche alle grandi sfide odierne: l’inquinamento del suolo, il cambiamento climatico, il cancro. Díaz è la prescelta dal suo gruppo: presenta l’idea e vince il premio.
Durante la competizione, fa un incontro importante: Pablo Lara, oncologo con solida esperienza nella ricerca sul cancro al polmone presso la storica Leiden University. Ne nasce una collaborazione scientifica molto proficua. Ma l’inizio è duro: nessuno crede alla bontà dell’idea e i due trovano porte chiuse da ogni parte.
Andrea Stephany Díaz da vita alla start-up in Svizzera
Nel 2023, Andrea Díaz decide di fondare la sua start-up biotecnologica, OncoSwab.
Sede a Corroux, in Svizzera, nei primi otto mesi è andata avanti con il sostegno di familiari e amici. Poi, la società si è assicurata il primo sponsor e sono arrivati i finanziamenti degli investitori privati. La ricercatrice-imprenditrice fa la spola fra la Svizzera e la Bay Area di San Francisco, fondamentale per le società “neonate”.
Il team ha progettato una tecnologia – in fase di convalida e in attesa di brevetto – per rilevare i biomarcatori “direttamente alla fonte”: le vie aeree. Un metodo che promette di essere più accurato dei tradizionali test sul sangue.
L’obiettivo è fornire un tampone nasale da effettuare a casa e consegnare in ambulatorio, al medico di base o in un punto di raccolta come primo screening. In pratica, un esame simile a quello già in circolazione per il cancro al retto (ovvero la ricerca del sangue occulto nelle feci). Grazie alla semplicità e al basso costo, tale dispositivo potrebbe avere grande diffusione e svolgere un ruolo chiave per determinare se un caso sospetto necessita di un accertamento più approfondito.
Al momento, il team lavora con medici pneumologi in diversi paesi per testare i tamponi nasali. In caso di esito positivo, diventerebbe possibile attuare programmi di screening per la prevenzione e rendere il rilevamento del cancro ai polmoni diffuso quanto il controllo mammografico per il cancro al seno. Una vera svolta.
Basti pensare che, solo nei paesi dell’Ue, il cancro al polmone – legato per lo più al fumo ma anche all’esposizione a fattori di rischio ambientali o familiarità, – miete ogni anno più di 230 mila vittime.


