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Metaverso e criminalità: un caso di violenza sessuale mette in evidenza le criticità delle indagini

Caso di violenza sessuale nel Metaverso

Anche nel Metaverso è possibile essere vittime di violenza sessuale. Si tratta del caso di una giovanissima donna inglese, il cui avatar è stato molestato da criminali virtuali.

I nuovi Metaversi e la minaccia della criminalità digitale

Con l’ascesa di ambienti virtuali come Horizon Worlds di Meta, Mesh di Microsoft e altri, il numero di utenti immersi in queste realtà digitali è in costante crescita. Il Metaverso nasce come spazio virtuale di scambio, esposizione e gioco ma, come ogni luogo pubblico, è anche terreno fertile per azioni criminali di vario genere. Trattandosi di un luogo digitale, i crimini risultano più complessi da indagare e lo dimostra un recente caso eclatante: la polizia britannica sta infatti raccogliendo informazioni su un episodio di violenza sessuale.

Sorveglianza virtuale: anonimato e identificazione dei criminali

Ma cosa complica le indagini in un ambiente virtuale? Innanzitutto, la mancanza di una struttura di sorveglianza efficace che, all’interno dei mondi virtuali, presenta una serie di sfide per le autorità. Inoltre, l’anonimato garantito dalla registrazione senza documenti e la possibilità di creare avatar attraverso reti Wi-Fi aiutano il criminale a mascherare facilmente la propria identità (leggi il nostro articolo sulle vulnerabilità di Windows Hello). Tra gli esperti che hanno osservato queste criticità, anche il fondatore di Second Life, Philip Rosedale, sottolinea la necessità urgente di un sistema di identificazione robusto per garantire una governance adeguata in questi spazi digitali.

Le iniziative delle forze dell’ordine e delle piattaforme dei Metaversi

Nonostante le lacune nella sicurezza del metaverso, le forze dell’ordine stanno sviluppando strategie per affrontare i crimini digitali che si manifestano in queste realtà virtuali. Organizzazioni come Interpol hanno risposto con la creazione di ambienti virtuali per studiare nuovi tipi di reati nel metaverso e fornire guide alle forze dell’ordine globali. Il caso di molestie sessuali su Horizon Worlds non è un incidente isolato, poiché testimoniano esperienze simili da parte di utenti precedentemente, sottolineando la necessità di interventi mirati (leggi il nostro articolo sui tre attacchi ai quali siamo esposti nel metaverso). In questo recente caso, anche l’età della vittima è preoccupante: si tratta infatti di una giovane di sedici anni, che non ha riportato lesioni fisiche, ma i cui danni psicologici non devono essere trascurati. L’importanza di tutelare una minore è cruciale al fine di rendere lo spazio virtuale un luogo sicuro. Meta, in risposta a segnalazioni precedenti, ha introdotto una “bolla” protettiva intorno agli avatar degli utenti per prevenire situazioni simili. Tuttavia, esperti come Katherine Cross sostengono che la responsabilità primaria nell’affrontare questi problemi dovrebbe ricadere sulle piattaforme stesse. Cross suggerisce che i governi dovrebbero imporre legislazioni che richiedano alle grandi aziende di avere team dedicati alla sicurezza, sottolineando che la responsabilità di creare ambienti online sicuri deve spettare alle aziende più che agli utenti.

Il futuro della sicurezza nel Metaverso

Il caso di violenza sessuale su Horizon Worlds ha introdotto nuove e inquietanti prospettive legate a queste realtà in rapida evoluzione. Affrontare le sfide legate all’identificazione degli aggressori e condurre indagini efficaci richiede un approccio multilaterale che coinvolga sia le forze dell’ordine che le piattaforme virtuali stesse. Solo attraverso la collaborazione e l’implementazione di regole più rigorose, il metaverso potrà evolversi in un ambiente digitale sicuro e privo di minacce per tutti i suoi utenti.

A presto con nuovi articoli!

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