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Medicina e robot: la realtà aumentata opera al cuore

Ti faresti operare da un robot?

La chirurgia ci ha permesso di vivere più a lungo, grazie alla possibilità di intervenire direttamente sulle zone interessate del nostro organismo. Il delicato meccanismo che ci permette di muoverci necessita di una mano attenta, precisa, per questo sono state perfezionate delle appendici robotiche in grado di svolgere i compiti più delicati.

Robot e chirurgia

Ti affideresti a una mano robotica? La chirurgia ci cambia il corpo, lo apre, lo ricuce e ci apre nuove possibilità di vita (leggi il nostro articolo sul gene che ha ingrandito il cervello delle scimmie). Entrare in contatto diretto con le zone più sensibili del nostro complesso meccanismo, che ci permette di muoverci e vivere al meglio questo mondo, è un’azione rischiosa che spesso potrebbe rivelarsi fatale.

Una mano robot per il nostro cuore

E quando si deve operare il motore stesso del nostro corpo? La tecnologia medica è ormai avanzatissima e può vantare di avere accesso alle strutture e agli strumenti più sicuri e di alto livello. Ma che ruolo ha l’intelligenza artificiale in tutto questo? Una mano robotica estremamente accurata, unita a un paio di occhiali smartglasses che sfruttano la realtà aumentata, potrebbe essere la nuova frontiera della cardiochirurgia robotica in telementoring. È stata sperimentata per la prima volta in Europa dall’ospedale Humanitas Gavazzeni di Bergamo. Il suo scopo? Impiantare un bypass coronarico tramite il robot. Inoltre, grazie agli occhiali smart, è stato possibile che molti altri specialisti partecipassero all’intervento a distanza, sfruttando un articolato sistema di telecamere. Se da un certo punto di vista il gesto umano sembra più rassicurante di una glaciale mano robotica, la precisione dell’AI è certamente maggiore, garantendo solo 4 mini incisioni per un intervento del genere, unita a un dolore ridotto per il paziente. Ne parla il dottor Alfonso Agnino, responsabile Cardiochirurgia robotica di Humanitas Gavazzeni: “Il robot è un alleato cibernetico che potenzia le capacità del chirurgo attraverso una maggiore sicurezza e accuratezza del gesto”.

Robot e la medicina del domani

Nell’ospedale nel quale opera il medico, il robot “Da Vinci X” è in funzione dal 2019 e, fino ad oggi, ha eseguito oltre 150 interventi (leggi il nostro articolo sui monaci cyborg). Le mani che ci accudiscono, che ci operano e che quindi entrano in contatto con la parte più vulnerabile di noi, saranno sempre più frequentemente robotiche. Ma siamo pronti ad affidarci a loro?


A presto con nuovi articoli!

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