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Lensa e dati biometrici: l’app mette a rischio la nostra privacy

Biometrics: il trend di Lensa è pericoloso per la nostra privacy

Il trend avatar di Lensa ha incuriosito chiunque. Ma approfondiamo i rischi legati all’utilizzo di quest’app.

Lensa, i dati biometrici e la privacy

Lensa è il trend del momento: tutti ne parlano e in molti la provano, facendo totalizzare milioni di share all’app, in tutto il mondo (scopri il nostro articolo su Lensa e l’inclusività). La funzione “magic avatars” costa appena 5 euro, ma se il prezzo per cinquanta ritratti è così basso, forse esiste un costo nascosto in attesa di essere svelato, legato alla nostra privacy. I social sono sempre più legati all’estetica delle immagini e dei video, all’inseguimento di una narrazione immediata ed efficace, riflesso di una società che tiene premuto il piede sull’acceleratore.

Biometrics: Lensa prende i nostri dati

Ma se tutti sono spaventati nel condividere i propri dati per comprare un oggetto online, perché non esserlo anche per la quantità di selfie che mettiamo in circolazione? Se una password può essere cambiata, i nostri dati biometrici sono unici, identificando la nostra persona e la nostra privacy come nessun’altra tecnologia. La biometcs è uno strumento usato per proteggere il contenuto dei nostri cellulari, ma anche per accedere al proprio conto in banca (leggi il nostro articolo sul futuro dei sistemi biometrici). Il futuro, quindi, è legato alla nostra immagine e il web potrebbe averlo intuito. Un’app come Lensa, che lavora proprio rielaborando i nostri tratti distintivi, studiandoli tramite un algoritmo, potrebbe quindi essere parte di un processo allarmante? Molti l’hanno usata lamentando scarsa qualità delle immagini (che a volte risultano deformi e grottesche), sessismo e poca inclusività, ma pochi hanno considerato che l’app è in grado di archiviare una grande mole di dati.

Biometrics e la privacy

Ormai sono diverse le operazioni online che richiedono l’inserimento di dati biometrici, ma sono sempre più frequenti anche le “esche” che incoraggiano il caricamento di nostre fotografie (leggi il nostro articolo sulle città sorvegliate). Presto il corpo sarà la chiave d’accesso della nostra biometrics, sbloccata attraverso conformazione delle iridi e impronte digitali. Il mondo dei social è ormai intrecciato al nostro quotidiano, per questo è inevitabile mostrarci; ma possiamo ancora considerarlo privo di pericoli?

A presto con nuovi aggiornamenti!

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