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La violenza è social: umiliazione e furto dell’identità digitale

I social mettono a rischio la nostra identità digitale.

Ormai sono in pochissimi a non aver inserito una propria immagine sui social. Ma perché questo gesto apparentemente innocuo potrebbe mettere a rischio la nostra identità digitale?

Identità digitale e social

La distinzione tra pubblico e privato esiste da quando si sono venuti a formare due mondi, separati dal decoro destinato ad ambienti come quello lavorativo. Le persone quindi portano avanti due vite parallele, cercando di tenerle separate per vivere serenamente, senza complicazioni di sorta. L’entrata dei social nelle nostre vite ha complicato quest’operazione, indebolendo i confini tra pubblico e privato, rendendo perfino il privato un lavoro a tempo pieno.

Dati biometrici e privacy

Ma se non scegliessimo l’immagine di noi stessi da pubblicare? Oltre a noi, sono numerose le persone che posseggono materiale che ci riguarda, a partire dai partner, i familiari e gli amici, che ci accompagnano ovunque, osservando la nostra persona senza filtri (leggi il nostro articolo sulle app alle quali doniamo la nostra immagine). Ma non sono gli unici. Quando camminiamo in luoghi pubblici, basta una disattenzione, una debolezza, e anche estranei sono pronti ad immortalarci in situazioni che potrebbero ostacolare il nostro percorso. Andy Warhol diceva che nel futuro tutti avrebbero avuto quindici minuti di notorietà, ma siamo disposti a mettere a repentaglio la nostra privacy per questo? Una volta su internet, la nostra immagine potrebbe essere facilmente riconoscibile, oppure nota solo a pochi intimi, eppure quell’immagine ricca di dati resta in circolazione. Se un video o una foto può essere fonte di disagio e umiliazione, sicuramente rappresenta un archivio di informazioni biometriche che ci riguardano.

Proteggere l’identità digitale

Il danno quindi è molteplice, poiché viola diversi strati della nostra privacy, riempiendo il web di materiale che potrebbe essere hackerato e usato per raggiungere dati sensibili (dai un’occhiata alle 5 regole d’oro per proteggere la propria identità digitale). Vivere in una realtà virtuale ci permette di avere una visione più ricca del nostro mondo, ma sta anche lentamente desensibilizzando istinti legati a stimoli esterni. Per questo forse sarà inevitabile evitare la circolazione di materiale privato. Per il futuro, riusciremo a costruire un sistema efficace per proteggere la nostra immagine sul web?

A presto con nuovi articoli!

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