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Inganni geniali: quando la frode stimola il progresso

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Il giovane genio dietro la protesi robotica controllata dal pensiero: l’invenzione di Benjamin Choi

Un progetto rivoluzionario, realizzato da un giovane studente. Un braccio meccanico economico, pronto all’uso.

Una protesi progettata da un giovane studente

Un progetto nato su un tavolo da ping-pong durante la pandemia ha oggi il potenziale per rivoluzionare la tecnologia delle protesi. Benjamin Choi, uno studente della Virginia, ha sviluppato un braccio robotico controllato dal pensiero che non solo è non invasivo, ma anche economico e accessibile. A soli 17 anni, Choi è già tra i finalisti del prestigioso concorso Regeneron Science Talent Search, grazie a un’invenzione che potrebbe migliorare la vita di milioni di persone nel mondo.

Una protesi cerebrale ispirata da un documentario

L’ispirazione per la sua protesi è nata anni prima, quando Choi era solo in terza elementare. Guardando un documentario di “60 Minutes”, rimase affascinato da una tecnologia che permetteva a una paziente di controllare un braccio robotico con il pensiero. Tuttavia, rimase anche colpito dalla complessità e dall’alto costo della procedura: era necessario un intervento chirurgico cerebrale altamente invasivo e i costi superavano spesso centinaia di migliaia di dollari (leggi il nostro articolo sulla pelle artificiale robotica). Anni dopo, durante il lockdown del 2020, Choi si è ritrovato con tempo libero e un’idea chiara: realizzare una protesi alternativa, più sicura e accessibile. Così ha cominciato a lavorare nel seminterrato di casa, costruendo prototipi con una stampante 3D da 75 dollari, elastici e lenza da pesca. Dopo 75 iterazioni, è riuscito a sviluppare un braccio robotico non invasivo, controllato da onde cerebrali e in grado di sopportare pesi fino a 4 tonnellate. Il tutto a un costo di produzione di circa 300 dollari.

Come funziona il braccio robotico di Choi: l’EEG al posto della chirurgia

A differenza delle protesi cerebrali più avanzate — che richiedono impianti nel cervello e interventi complessi — l’invenzione di Choi sfrutta la tecnologia EEG (elettroencefalografia) per captare i segnali cerebrali. L’EEG è una tecnica medica utilizzata per diagnosticare disturbi neurologici come l’epilessia, e si basa su sensori esterni applicati alla testa. Il sistema ideato da Choi utilizza solo due elettrodi: uno posto sul lobo dell’orecchio e l’altro sulla fronte. I segnali raccolti vengono trasmessi via Bluetooth a un microchip integrato nella protesi, dove un algoritmo di intelligenza artificiale — anch’esso progettato da Choi — elabora le onde cerebrali e interpreta l’intenzione del movimento (leggi il nostro articolo sulla protesi terzo pollice). Il braccio risponde così ai pensieri dell’utente, ai gesti del capo e persino a un battito di ciglia intenzionale. Questa soluzione elimina completamente la necessità di interventi chirurgici, rendendo la protesi adatta a un uso quotidiano e potenzialmente a larga scala.

Accessibilità e futuro: una svolta per milioni di persone

Secondo le stime, negli Stati Uniti vivono circa 2 milioni di persone con amputazioni, e ogni anno si verificano oltre 185.000 nuovi casi. Tuttavia, solo una persona su dieci nel mondo ha accesso a protesi e ausili adeguati. Le barriere principali sono l’elevato costo, la mancanza di personale qualificato e la scarsa disponibilità di dispositivi nelle aree meno sviluppate. In questo contesto, la protesi di Choi rappresenta una vera rivoluzione sociale e tecnologica. Rispetto ai dispositivi presenti sul mercato, che vanno dai 7.000 ai 500.000 dollari, la sua invenzione costa meno dell’1% delle soluzioni più avanzate e non richiede alcuna operazione chirurgica. Il riconoscimento ottenuto al Regeneron Science Talent Search conferma il valore della sua idea. Anche se non ha vinto il primo premio, Choi è tra i 40 finalisti più promettenti del concorso. Un traguardo importante, ma anche un trampolino di lancio per un futuro in cui la sua tecnologia potrà essere adottata su larga scala, migliorando radicalmente l’accesso alle protesi intelligenti in tutto il mondo.

A presto con nuovi articoli!

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