I grandi innovatori del passato: Trota di Salerno

Considerata la prima ginecologa d’Europa, Trotula o Trota de' Ruggiero rappresenta il simbolo di una città, Salerno, che fra il X e il XIII secolo visse un’epoca di straordinario splendore culturale. A Trotula è attribuita la nascita della ginecologia e ostetricia ma non solo, alcune sue opere trattano lo studio dei disturbi femminili e dell’igiene intima come forma di prevenzione. Tuttavia, sono molte le suggestioni intorno alla figura di questa pioniera della medicina.

Ritratti: i grandi innovatori del passato

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Trota di Salerno, la prima ginecologa d’Europa

Trotula o Trota de’ Ruggiero
(Salerno, circa 1030 – 1097)

Fra il X e il XIII secolo, Salerno visse un’epoca di straordinario splendore economico e culturale. Il suo golfo era meta di studiosi di varie etnie, che contribuirono a creare una grande tradizione scientifica. Qui si diffusero le traduzioni – dall’arabo in latino – dei classici della filosofia greca e della scienza ellenistica. Qui aveva sede la Scuola medica, istituzione prestigiosa che precedette le università e apriva le sue porte anche alle donne. E fu qui che, a cavallo dell’XI secolo, arrivò Trotula o Trota de’ Ruggiero.
Anche se il nome non è del tutto certo (Trotula o Trota si alternano con Trottula, Trotta, Trocta o Troctula), secondo la tradizione più consolidata la donna ebbe genitori di nobili natali, forse di origini longobarde o normanne. Della sua vita privata, sappiamo che sposò un grande medico salernitano, Giovanni Plateario, e i due figli nati dalla coppia furono parimenti medici.
Una tradizione rinascimentale, tuttavia, nega questa ricostruzione e perfino l’esistenza della donna, che sarebbe stata un uomo.
In realtà, la presenza di medici di sesso femminile a Salerno nel XII secolo è accertata, sebbene molti releghino le famose mulieres Salernitanae più alla pratica (infermiere e levatrici) che alla scienza medica. Trota sarebbe stata sanatrix e magistra – ovvero terapeuta e docente – della Scuola di Salerno, mentre alcuni dubitano del riconoscimento ufficiale di questo titolo (essendo donna). Ma, di certo, il suo ruolo fu ampiamente apprezzato.
A Trota, dobbiamo la nascita dell’ostetricia e della ginecologia come scienze mediche: di fatto, è stata la prima ad occuparsi dei disturbi femminili, seguendo anche la teoria. La caratteristica della scuola medica salernitana, infatti, era unire la teoria e la pratica ma, intorno all’anno Mille, circolò l’influenza di varie culture. E Trota riuscì a coniugare la tradizione greco-ellenistica con la scienza islamica, facendo proprie le più avanzate acquisizioni della medicina araba.
Le opere rimaste rappresentano un altro nodo. Ci sono tre testi indipendenti: De passionibus mulierum, De ornatu mulierum e Liber de sinthomatibus mulierum. Ma questi furono riuniti, con alcune aggiunte, in un corpus chiamato Summa qui dicitur Trotula. L’attribuzione fu fatta dal nome di Trotula che compariva in un altro lavoro, il De curis mulierum. Ma diversi studiosi mettono in dubbio che siano scritti dalla stessa mano e, per la verità, i più propendono per assegnarne la stesura a un uomo. Comunque sia, è plausibile che i rimedi descritti fossero quelli della ginecologa salernitana.
L’opera maggiore e più famosa, il De passionibus mulierum, è un trattato sulle malattie femminili. Più noto come Trotula major e trascritto per quattro secoli in numerose lingue, si tratta del primo trattato di ginecologia: 64 capitoli nei quali Trota offre precetti, consigli e norme per l’intera vita di una donna. Molte terapie e suggerimenti consigliati per la cura dei disturbi sono ancora di tradizione popolare ma, spesso, la ginecologa mostra grande modernità come, per esempio, quando parla dell’infertilità dovuta anche all’uomo e non solo alla donna.
Il secondo lavoro, De ornatu mulierum, conosciuto anche come Trotula minor, riguarda la cura del corpo e della bellezza. Si tratta del più antico e completo trattato di cosmetica a noi pervenuto e parla di trucco, igiene personale, preparati per viso e capelli, consigli per il benessere anche con saune e massaggi. Ma la cura dell’aspetto estetico, di cui Trota era senz’altro dotata visto che più di una testimonianza ne ricorda la bellezza delle sembianze, mira all’armonia generale del corpo.
Trota descrive un centinaio di piante e derivati, preparati di origine animale o minerali, da usare come ingredienti per una sessantina di ricette di preparati. Tali piante erano usate anche nei medicamenti della Scuola medica salernitana e diedero vita, durante il Medioevo, al giardino della Minerva, l’orto botanico nel centro storico della città adibito alla didattica degli studenti in scienze mediche. Fra i principi che Trota di Salerno ci ha lasciato c’è quello dell’igiene intima quotidiana come prevenzione di malattie. Ennesima innovazione di questa pioniera della medicina.

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