Ritratti: i grandi innovatori del passato, presente e futuro.

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I grandi innovatori del passato: Eratostene

Eratostene, lo scienziato dai mille volti, sovrintendente della biblioteca di Alessandria, la più grande istituzione intellettuale del mondo antico, è entrato nella storia per due grandi successi: aver stimato le misure della terra e aver ideato un metodo per i numeri primi. Eratostene ha saputo vedere molto lontano, la sua eredità di scoperte e innovazioni ha saputo resistere fino ai nostri giorni.

Ritratti: I grandi innovatori del passato

The | edge omaggia le storie di grandiosi personaggi storici, uomini e donne del passato, pionieri e pioniere dell’innovazione, che attraverso la diffusione del loro sapere e delle loro scoperte in ambito scientifico e tecnologico, hanno contribuito a rivoluzionare l’umanità.

Eratostene, il primo geografo che calcolò le misure della Terra

(Cirene, 267 – Alessandria d’Egitto 194 a.C.)

Nato nella colonia greca di Cirene (nell’odierna Libia), Eratostene si trasferì ad Atene per i suoi studi e qui frequentò le lezioni dello stoico Zenone di Cizio. Filosofo e filologo, come amava definirsi lui stesso, Eratostene fu uno scienziato dai mille volti ma è ricordato nella storia soprattutto per due grandi successi: aver stimato le misure della Terra e aver ideato un metodo per i numeri primi.

Archimede, suo grande amico e collaboratore, gli affidò un trattato di enorme importanza dal titolo «Il metodo». Il testo contiene gli elementi di matematica più avanzata ma testimonia anche l’interesse di Eratostene alle indagini matematiche e all’insegnamento. Tuttavia, lo studioso scrisse di filosofia, geografia, matematica, astronomia e compose anche poesie. Di tutta questa mole di opere, ci restano solo scarni frammenti.

La vasta conoscenza di Eratostene gli consegnò il ruolo più prestigioso del tempo: sovrintendente della Biblioteca di Alessandria, la più grande istituzione intellettuale del mondo antico, con più mezzo milione di libri in pergamena (molti rotoli di papiro furono esaminati e catalogati durante questo periodo da lui).

Durante la sua permanenza in Egitto, lo scienziato spiegò (per primo) perché il fiume Nilo si allagava ogni anno, intuendo che le forti piogge stagionali che cadevano vicino alla sorgente del fiume, provocavano un’inondazione.

Intorno al 240 a.C., Eratostene mise a punto il metodo matematico trigono-geometrico che porta il suo nome. E, per mezzo di questo, ebbe successo nel calcolare le dimensioni della terra con buona precisione. Lo scienziato aveva realizzato che a mezzogiorno, nel giorno più lungo dell’anno, le mura della città egiziana di Syene (l’attuale Assuan) non proiettavano ombre perché il sole era direttamente sopra la sua testa. Che valore aveva ciò?

Grazie all’osservazione dei pianeti, Eratostene capì che la terra era una sfera: vide che i cieli sembravano ruotare, una volta al giorno, attorno al pianeta e che l’asse di rotazione formava una linea immaginaria dal polo Nord al polo Sud, attraverso il centro della sfera. Quindi, applicando deduzione e matematica, riuscì a calcolarne le misure della circonferenza terrestre e anche l’inclinazione dell’asse terrestre rispetto al piano dell’equatore. Tutti i dettagli erano contenuti nel libro «Sulla misurazione della terra», ma il testo è perduto.

Lo studioso fu, inoltre, l’ideatore del «crivello di Eratostene»: un metodo logico e affidabile per scoprire i numeri primi. Si tratta di un antico algoritmo per il calcolo delle tabelle dei numeri primi, ovvero quei numeri senza fattori (tranne se stessi e 1) che sono gli elementi costitutivi di tutti gli altri numeri. Il metodo di Eratostene è ancora importante per la moderna teoria dei numeri, tanto che il principio è utilizzato da diversi programmi di computer per la sua estrema semplicità.

Come astronomo, creò anche la prima mappa del mondo con meridiani e parallele (simili alle nostre attuali latitudine e longitudine), segnò l’equatore, la dimensione delle zone polari e la distanza di queste dai tropici.

Secondo il grande matematico greco Ipparco, Eratostene inventò la sfera armillare (o astrolabio sferico) che, fino all’invenzione del telescopio, è stato lo strumento più importante in astronomia per determinare le posizioni degli oggetti celesti. La sua raffigurazione si trova, fra gli altri, in un dipinto di Sandro Botticelli del 1480. La terra è una sfera al centro del dispositivo, l’eclittica – cioé il percorso annuale del sole sulla sfera celeste vista dalla terra – è l’anello più ampio, inclinato di un angolo rispetto agli anelli orizzontali mentre le costellazioni stellari sull’eclittica compongono lo zodiaco.

Eratostene è ricordato anche per aver dato il nome alla geografia (“geo” terra e “grafia” come campo di studio) e aver, di fatto, dato il via a questa disciplina che tanta tradizione ebbe per secoli. Leggenda vuole che morì di stenti a più di 80 anni, dopo essere diventato cieco. Eppure, Eratostene di Cirene ha saputo vedere molto lontano e resistere fino ai giorni odierni.

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