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Hacking, privacy e sistemi sanitari: i dati

Quanto siamo esposti quando ci curiamo?

Quanto siamo esposti quando ci curiamo?

Ospedali e attacchi hacking

Le organizzazioni sanitarie stanno subendo continui attacchi hacking, che causano gravissimi danni finanziari al sistema. Nonostante l’impegno per attenuare i costi delle violazioni dei dati (leggi il nostro articolo sulla sicurezza biometrica) , al momento i numeri sono da record: dell’ordine di 10,1 milioni di dollari in media, secondo il rapporto annuale (marzo 2021-marzo 2022) Cost of a Data Breach, di IBM Security. Si tratta di un aumento del 41,6% rispetto al precedente rapporto del 2020. In questo scenario, di un campione di 550 organizzazioni di vari settori, ben l’83% afferma di aver subito attacchi hacking e il 60% è stato costretto ad aumentare i prezzi per coprire le spese.

I dati degli attacchi hacking

Tuttavia, il settore sanitario, proprio a causa dell’enorme mole di dati dei pazienti a sua disposizione, è quello maggiormente penalizzato. Nel maggio 2021, una pesante incursione informatica è costata a Scripps Health 112,7 milioni di dollari fino alla fine di giugno, con una perdita di entrate che ha sostenuto la maggior parte dei costi. Anche Universal Health Services è stata colpita da un attacco devastante nel 2020 che ha bloccato tutti i suoi sistemi IT, portando alla chiusura della rete in 250 dei suoi ospedali in tutto il paese (leggi il nostro articolo su come proteggersi dagli attacchi hacking sui social). Danno che, oltre al disagio recato alla popolazione, secondo un rapporto dell’HHS è costato ai sistemi sanitari 67 milioni di dollari. A seguito di tale rapporto, IBM ha individuato una soluzione: i sistemi di sicurezza basati sulla tecnologia avanzata possono aiutare a ridurre il costo delle violazioni dei dati.

La soluzione per la nostra privacy

Infatti, è stato osservato che le organizzazioni con intelligenza artificiale e automazione di sicurezza implementate costano 3 milioni in meno rispetto alle violazioni della privacy in organizzazioni senza tali caratteristiche. Tornando ai dati, l’uso dell’intelligenza artificiale e dell’automazione della sicurezza è passato dal 59% nel 2020 al 70% nel 2022, e decisamente si tratta di una delle soluzioni più gettonate per la messa in sicurezza dei sistemi più vulnerabili (leggi il nostro articolo sull’AI e la cybersecurity). Sarà in grado di sostenere l’evoluzione dei sistemi di hacking più avanzati?

A presto con nuovi articoli!

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