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Telepathy: il futuro nelle nostre menti

Immaginate di dire alla vostra auto di svoltare senza toccare il volante o parlarle“.

Il recente traguardo raggiunto da Neuralink con l’impianto di Telepathy, all’avanguardia nell’innovazione tecnologica, ha suscitato curiosità e speculazioni sulle sue potenziali applicazioni.

Abbiamo chiesto a Robin Demesmaeker, director engineering and therapy development di .NeuroRestore, un centro di ricerca che sviluppa e applica terapie mediche volte a ripristinare le funzioni neurologiche, la sua opinione su questo sviluppo rivoluzionario.

Cos’è Telepathy? Quali sono le sfide degli impianti cerebrali e quali sono i rischi di avere un chip cerebrale impiantato nel nostro cervello?

Telepathy:
Telepathy, descritto come un dispositivo medico da Robin Demesmaeker, ha lo scopo di registrare i segnali del cervello e, in futuro, di stimolarlo direttamente. Con 64 minuscoli fili che ospitano un totale di 1024 elettrodi inseriti roboticamente nella corteccia, lo strato esterno del cervello, questa tecnologia apre la strada a una migliore comunicazione tra il cervello e i dispositivi esterni.
I fili sono collegati a un dispositivo delle dimensioni di una moneta che contiene la batteria e la potenza di calcolo, facilitando l’interazione con computer e altri dispositivi esterni.

Non solo applicazioni mediche:
Le applicazioni degli impianti cerebrali vanno oltre il campo della medicina. Sebbene inizialmente miri a ripristinare le funzioni neurologiche e a migliorare i trattamenti medici, Telepathy apre le porte al potenziamento delle capacità umane.
Decodificando un’attività cerebrale specifica, gli individui potrebbero potenzialmente controllare dispositivi esterni senza soluzione di continuità, immaginando persino scenari in cui le auto o i computer vengano gestiti con il solo pensiero.

La prospettiva di aumentare la memoria e accelerare i processi decisionali evidenzia il potenziale di trasformazione degli impianti cerebrali nel potenziamento delle capacità cognitive.
Inoltre, la nozione di comunicazione diretta tra due cervelli introduce un cambiamento nell’interazione interpersonale, offrendo strade inesplorate per la connettività umana.

Sfide e considerazioni:
Nonostante le prospettive promettenti, l’adozione degli impianti cerebrali pone delle significative sfide fisiche e psicologiche. I rischi chirurgici e le preoccupazioni per l’invasività della procedura richiedono una pianificazione meticolosa e una valutazione continua dei rischi. Le considerazioni sul design, come la forma degli impianti e le interfacce esterne, giocano un ruolo fondamentale nel garantire l’accettazione e l’adattamento psicologico.

Rischi di hacking:
Come qualsiasi altra tecnologia, anche Telepathy rischia di essere hackerata. Robin Demesmaeker ritiene che siano necessari tre meccanismi principali prima di utilizzare gli impianti cerebrali.
In primis, è fondamentale seguire i più alti standard di sicurezza e di crittografia per prevenire l’hacking e la manipolazione dei dati. Devono poi essere garantite le prestazioni e la sicurezza degli algoritmi utilizzati per ogni uso. Bisogna assicurarsi preventivamente che questi sistemi siano impostati e utilizzati in ambienti sicuri e controllati prima di essere impiegati in scenari reali.

Infine, la persona che utilizza il dispositivo dovrebbe sempre essere il proprietario dei propri dati neurali e avere il controllo immediato sull’utilizzo dei propri segnali cerebrali.

Ridefinizione dell’identità e della privacy:
Con la crescente diffusione degli impianti cerebrali, i confini dell’identità e della privacy individuale sono destinati a essere ridefiniti. Le questioni relative all’integrazione delle funzioni abilitate dall’impianto nella propria identità e le implicazioni per la protezione della privacy richiedono quadri politici completi e discussioni interdisciplinari: “Le funzioni abilitate dall’impianto fanno parte della propria identità o no?”.

In conclusione, Telepathy di Neuralink, insieme ad altri sforzi in forte espansione nei sistemi di registrazione cerebrale, segna una nuova era nell’interazione uomo-macchina, con il potenziale di rivoluzionare l’assistenza sanitaria, aumentare le capacità umane e rimodellare le dinamiche sociali.
Tuttavia, i suoi impianti cerebrali comportano alcuni dubbi e domande, non solo per quanto riguarda la nostra salute. Anche l’identità e i dati personali saranno a rischio.

È importante essere consapevoli di questi rischi per poter prevenire conseguenze spiacevoli. L’implementazione di Telepathy richiede un’attenta considerazione delle implicazioni etiche, sociali e tecnologiche per garantire un futuro che dia priorità alla sicurezza, all’autonomia e alla prosperità umana.

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