Ritratti: i grandi innovatori del passato, presente e futuro.

The | Edge omaggia le storie di grandiosi personaggi, pionieri e pioniere dell’innovazione, che attraverso la diffusione del loro sapere e delle loro scoperte in ambito scientifico e tecnologico, hanno contribuito e contribuiranno a rivoluzionare l’umanità.

Il Cyber-BioHacking: una minaccia che mette a repentaglio la sicurezza biologica

Il cyber-biohacking mette a rischio la sicurezza biologica

Scopriamo insieme una nuova minaccia per la sicurezza biologica: il cyber-biohacking.

La guerra e il campo di battaglia

Le guerre portate avanti dalla nostra specie si sono svolte per secoli su campi di battaglia concreti, con armi e corpi militari coinvolti. Ma quali sono i campi di battaglia attuali? La tecnologia moderna ha creato nuovi spazi digitali, come il metaverso, dove gli hacker si muovono portando avanti le loro battaglie. Ma, soprattutto dopo gli anni del Covid-19, è stato individuato un nuovo pericolo: la possibilità di creare virus in grado di minacciare la salute dell’umanità.

La scoperta del Cyber-Biohacking

L’Università Ben-Gurion ha recentemente portato avanti uno studio che ha sollevato seri dubbi sul futuro della sicurezza biologica. Infatti, il team di ricercatori ha simulato un attacco che ha dimostrato la possibilità di alterare le sequenze del codice genetico, generando tossine e agenti patogeni in modo impercettibile e senza lasciare tracce evidenti (leggi il nostro articolo sui rischi dei dati genetici). Mentre si discute ampiamente degli attacchi informatici e del cyber-spionaggio nei confronti dei Centri di Ricerca Covid-19 e delle aziende produttrici del vaccino, poco si è detto riguardo al crescente rischio del Cyber-BioHacking. Questo fenomeno, alimentato da avanzate tecniche di offuscamento, minaccia di creare e diffondere nuovi virus artificiali con conseguenze potenzialmente devastanti.

La filiera della sintesi del DNA

Ma qual è il canale che potrebbero sfruttare potenziali cyber- biohacker? Le università e i centri di ricerca spesso commissionano ad aziende specializzate la creazione di specifiche sequenze di DNA per scopi scientifici. Tuttavia, la produzione e la sintesi del DNA sono processi fortemente digitalizzati e dipendono da sofisticati sistemi informatici. Questa digitalizzazione ha aperto la porta a potenziali attacchi informatici, permettendo agli hacker di inserirsi nella catena di approvvigionamento e manipolare le sequenze di DNA in modi dannosi e impercettibili. Un esempio illustrativo di come un attacco di Cyber-BioHacking potrebbe manifestarsi coinvolge tre figure: un ricercatore universitario, un responsabile del controllo qualità di un’azienda di sintesi del DNA e un hacker criminale. In questo scenario, l’hacker riesce ad alterare una sequenza genetica ordinata dal ricercatore universitario, utilizzando tecniche sofisticate di offuscamento del codice. Nonostante i controlli automatici e manuali, la sequenza modificata passa inosservata e viene inviata al laboratorio universitario, dove potrebbe essere liberata accidentalmente durante le procedure di sperimentazione.

L’importanza dei framework di sicurezza biologica

Di fronte a questa crescente minaccia, è essenziale implementare adeguati framework di sicurezza biologica che garantiscano un’efficace protezione preventiva, proattiva e predittiva. Ma di cosa si tratta? In informatica, un framework è una piattaforma intermedia tra un sistema operativo e il software che lo utilizza. Queste piattaforme di verifica dovrebbero essere progettate per proteggere sia le tecnologie e i processi coinvolti nella sintesi del DNA, sia le competenze del personale coinvolto. Solo attraverso una sicurezza biologica robusta e integrata sarà possibile mitigare efficacemente il rischio di attacchi cyber-biologici e proteggere la salute pubblica e la sicurezza globale.

A presto con nuovi approfondimenti!

Potrebbero interessarti anche:

Condividi Articolo

Herbert Boyer, il padre degli OGM

Herbert Wayne Boyer (Derry, 10 luglio 1936)  Herbert Wayne Boyer, anche detto “Herb” è entrato nella storia della scienza come “padre” degli organismi geneticamente modificati