Ritratti: i grandi innovatori del passato

The | Edge omaggia le storie di grandiosi personaggi storici, uomini e donne del passato, pionieri e pioniere dell’innovazione, che attraverso la diffusione del loro sapere e delle loro scoperte in ambito scientifico e tecnologico, hanno contribuito a rivoluzionare l’umanità.

“Amazing Grace”, la regina del computer (e del primo bug)

Grace Brewster Murray Hopper

(New York, 1906 – Arlington, 1992)

Irriverente e con la battuta sempre pronta, Grace Murray Hopper – più nota come “Amazing Grace” – era di corporatura esile (neanche cinquanta chili di peso) ma di grande tenacia.

L’infanzia e la curiosità precoce

Primogenita di tre figli, madre olandese e padre scozzese proprietario di una compagnia di assicurazioni, la piccola trascorse l’infanzia fra la sua città natale, New York, e Wolfeboro nel New Hampshire, la più antica località turistica delle famiglie americane. Fin da piccola, mostrò una vivace curiosità. Ad appena sette anni aprì una sveglia per capirne il funzionamento, senza essere in grado di ricomporre gli ingranaggi. E ne ruppe altre sei finché riuscì nell’impresa. Il padre la spinse a praticare sport piuttosto maschili per una bambina dell’epoca come il basket, l’hockey su prato e la pallanuoto, assicurandole anche un’istruzione di prim’ordine alle scuole private.

L’educazione e il percorso accademico

Dopo aver frequentato la Hartridge School, la ragazza ottiene il Bachelor degree in Scienze matematiche e fisiche al Vassar College. Nel 1930, consegue il Master degree in matematica alla Yale University. Nello stesso anno, appena ventiquattrenne, sposa Vincent Foster Hopper, professore alla New York University. Divorzieranno quindici anni dopo, ma Grace manterrà sempre il cognome del marito. Senza mai risposarsi né avere figli. Nel 1931 inizia a insegnare matematica senza, tuttavia, abbandonare gli studi. Nel 1934, lavorando sotto la guida di uno dei pionieri del computer del tempo – il professor Howard Engstrom – ottiene il dottorato di ricerca in fisica matematica alla stessa Yale University.

La Seconda Guerra Mondiale e il lavoro militare

Sono anni cruciali per lei, come per molte altre donne. Non solo gli atenei americani e inglesi offrono opportunità di ricerca alle neolaureate ma il successivo scoppio della Seconda guerra mondiale, con la necessità di reclutare risorse per lo sforzo bellico, crea per molte giovani opportunità eccezionali anche nei campi solitamente dominati dagli uomini. È così che, dopo diversi insuccessi per via della sua gracile fisicità, nel 1943 Grace riesce ad arruolarsi come volontaria nella Marina statunitense. Assegnata al team di sviluppatori del Bureau of Ships Computation Project dell’università di Harvard, la matematica lavora a fianco di un altro grande innovatore, Howard Aiken, che ha sviluppato l’Ibm Automatic Sequence Controlled Calculator, più comunemente chiamato “Mark I”.
Si tratta di uno dei primi calcolatori elettromeccanici della storia e anche del primo “computer” della Marina. Grace diventa responsabile della sua programmazione e trascrive le istruzioni della punzonatrice su nastro. La studiosa segna, in qualche modo, la nascita del software informatico: è lei la prima a pensare e poi realizzare un linguaggio di programmazione della macchina, scrivendo di suo pugno le 561 pagine del manuale utente per il Mark I. Il suo contributo è determinante per mettere a punto quel programma informatico che consentirà di decifrare molti codici criptati delle Forze dell’Asse e carpire i segreti delle comunicazioni nemiche. Insieme ai suoi colleghi, Grace è la prima programmatrice a calcolare traiettorie di razzi, cannoni antiaerei, dragamine. Probabilmente, la squadra “top secret” fu usata anche per elaborare i numeri necessari alla bomba nucleare sganciata a Nagasaki, in Giappone.

La rivoluzione del software e il termine “Bug”

Rifiutando l’assegnazione di una cattedra, la donna restò ad Harvard per lavorare all’evoluzione del primo “computer”, ovvero il Mark II e l Mark III. Qui, una sera del 1947, davanti a un malfunzionamento della macchina, l’inarrestabile Grace la aprì scovando all’interno una falena che aveva inceppato i congegni. La scienziata la recuperò con una pinzetta per le sopracciglia. E, da allora, usò il termine “bug” (insetto) per indicare un problema informatico e “debug” la soluzione per eliminarlo. In quegli stessi anni, tuttavia, Grace maturò la convinzione di allontanarsi dalla Marina e anche da Harvard, probabilmente per l’assenza di prospettive (nessun riconoscimento aveva premiato il suo lavoro). Questa scelta segnò la “seconda vita” della sua carriera professionale. Nel 1949, andò alla Eckert-Mauchly Computer Corporation di Filadelfia. L’azienda aveva messo a punto il primo computer elettronico e puntava a successivi sviluppi. La scienziata guidò il lavoro dei programmatori verso risultati di successo: l’Universal Automatic Computer, il primo compilatore di linguaggio informatico, il codice matematico in grado di scrivere programmi per più computer invece che per una singola macchina. E il cosiddetto “Flow-Matic”, il primo linguaggio di programmazione che sostituì i simboli matematici con comuni parole inglesi, facilitando la comprensione a più persone.

Il contributo al Cobol e alla tecnologia informatica

Fu questa invenzione ad aprire la strada a un’altra rivoluzione di Grace: il Cobol (Common Business-Oriented Language) ovvero un linguaggio di programmazione per elaborare dati di natura commerciale. La necessità di trovare un linguaggio standard per il mondo degli affari, infatti, era sempre più forte. Hopper ci arriverà nel 1959. Nei successivi venti anni, la studiosa contribuirà a diffondere la novità ovunque. Tuttora, il Cobol è usato per la finanza, le aziende, il sistema bancario: basti pensare che i software di questo sistema sono alla base dei bancomat.
Durante la Guerra Fredda, la tecnologia informatica raccolse ancora più investimenti militari e anche da parte di aziende private. Nonostante lo scetticismo di molti, Grace mantenne sempre una fede incrollabile nel potenziale dell’informatica e nel futuro. Poco sappiamo della sua vita privata, alcune biografie parlano di periodi di depressione, alternati a problemi di alcol. Di certo, attraversò un periodo di grande tristezza quando la Marina – dove era sempre rimasta “riservista” – la congedò per limiti di età nel 1966. Sette mesi dopo, tuttavia, fu richiamata per la guerra in Vietnam. Hopper si ritirò come contrammiraglio solo nel 1985, all’età di 79 anni: era l’ufficiale in servizio più anziano delle forze armate statunitensi. Ma non smise di lavorare come consulente fino all’anno prima della sua morte, nel 1992.
Grace riposa nel cimitero di Arlington, sepolta con tutti gli onori militari. Nella sua vita, ha ricevuto più di 40 lauree honoris causa e sono intitolati in suo onore borse di studio, cattedre, premi. Un anno prima della sua morte, il presidente George Bush le conferì la Medaglia nazionale della Tecnologia, il più alto riconoscimento tecnologico degli Usa. Per il suo contributo alla scienza informatica, nel 2016, a Hopper è stata assegnata, postuma, anche la Medaglia presidenziale della libertà, la più alta onorificenza civile americana.

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