Ritratti: i grandi innovatori del passato

The | Edge omaggia le storie di grandiosi personaggi storici, uomini e donne del passato, pionieri e pioniere dell’innovazione, che attraverso la diffusione del loro sapere e delle loro scoperte in ambito scientifico e tecnologico, hanno contribuito a rivoluzionare l’umanità.

AI art: il pregiudizio nelle opere dell’intelligenza artificiale

L'AI art è discriminatoria?

Creare opere con l’AI è divertente e, soprattutto, chiunque può farlo. Nonostante la promessa di creare immagini di ogni genere, questo algoritmo presenta però dei limiti: sembra essere discriminatorio, associando determinati aggettivi a un genere specifico.

AI art e i difetti dell’algoritmo

La nuova arte è discriminatoria? L’arte generata dall’intelligenza artificiale sorprende, proprio perché è figlia di un progresso tecnologico più che mai visibile, sempre più vicino ad emulare anche la sensibilità umana (leggi il nostro articolo sull’AI e la sua arte). Ma se fosse proprio quest’ultima, che l’ha generata, a determinarne anche i peggiori difetti? Per generare un’immagine con AI, è necessario scrivere un prompt chiaro, che permetta al sistema di filtrare le informazioni e produrre un’opera soddisfacente.

AI e i pregiudizi

Per farlo, servono diversi aggettivi, che possano concretizzare al meglio l’idea. Si è osservato che alcuni di questi, utilizzati per scrivere le informazioni utili, sono filtrati dall’AI che li associa spesso a un genere di riferimento. Infatti, gli aggettivi legati a un immaginario di dolcezza, accoglienza e cura dell’altra persona sono spesso legati a una rappresentazione al femminile, mentre per quelli che descrivono forza, spirito imprenditoriale e sicurezza, al maschile. Si tratta di pregiudizi culturali che innervano gli algoritmi si Stable Diffusion AI perché, prima di tutto, appartengono alla nostra società dato che in molti quando pensano a un ingegnere in gamba tendono a visualizzare un uomo e, quando pensano a una persona paziente e accudente, come un infermiere, vedono una donna (leggi il nostro articolo sul trend di Lensa discriminatorio). Questo meccanismo, che si riflette nel modo di funzionare di AI, ma in molti altri contesti, affonda le sue radici nel passato e, forse, potrebbe essere proprio l’intelligenza artificiale a scardinarlo. Infatti, se è vero che le persone non possono essere riprogrammate, questo non vale per Midjourney o Stable Diffusion che, se affidati alle mani giuste, possono rappresentare una nuova frontiera della rappresentazione imparziale e inclusiva.

AI art e i mille usi dell’intelligenza artificiale

Anche perché in futuro delegheremo sempre più compiti ai sistemi di intelligenza artificiale, con la conseguenza che gli effetti di certi pregiudizi saranno sempre più pervasivi e il loro impatto sempre più negativo sulla società. Quale sarà la svolta di questi sistemi? Continueranno ad accrescere un modello tossico e statico, oppure cambieranno rotta?

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